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In sei lingue,
Guida alla maternità libera e responsabile
Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita.

In sei lingue
Guida alla maternità libera e responsabile
Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita
ROMA - "Sono incinta e non ho un permesso di soggiorno, quali sono i miei diritti?". "E se non potessi allevare mio figlio"? "Non voglio un figlio, cosa posso fare?"

La "Guida alla maternità libera e responsabile" risponde ad alcune delle domande che potrebbe porsi una donna straniera che vive nel nostro Paese uno dei momenti più importanti della sua vita. Pubblicata da Comune di Roma e Stranieri in Italia, accompagna la lettrice con consigli e spiegazioni in sei lingue (italiano, inglese, spagnolo, romeno, albanese e arabo), informandola sui diritti e le scelte che le offre la legge italiana.

È un percorso che inizia prima del concepimento, con un approfondimento sui principali metodi contraccettivi e una guida alla scelta di quello più adatto alle proprie esigenze, e che entra nel vivo quando la donna che scopre di essere incinta si trova davanti a tre scelte: allevare un figlio, affidarlo ad altri o non farlo nascere.

La guida spiega come viene tutelata ogni madre, attraverso l' assistenza medica gratuita, le garanzie sul lavoro e gli interventi di sostegno economico. Grande attenzione è riservata ai diritti delle donne straniere irregolarmente in Italia, che non posso essere espulse e diventano anzi titolari di uno speciale permesso di soggiorno per gravidanza.

A chi non può o non vuole allevare un figlio vengono illustrate le strade dell'adozione e dell'affidamento, che potranno garantire comunque al bambino l'affetto di una famiglia. La guida parla infine dell'interruzione volontaria di gravidanza, spiegando con chiarezza come è regolamentata e a quali strutture può rivolgersi una donna che ha deciso di abortire.

"Anche se in generale negli ultimi anni in Italia il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza è diminuito, sappiamo che è proporzionalmente aumentato tra le donne immigrate. Troppo spesso la cronaca riporta inoltre i casi di donne che, lontane dalle loro famiglie rimaste in patria, arrivano a gesti estremi per disinformazione" dice Franca Eckert Coen, consigliera delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità. "Ci sembrava importante una guida in più lingue sulla prevenzione, volevamo spiegare cosa dice la legge italiana riguardo alla maternità consapevole, che vuol dire decidere di abortire o decidere di partorire pur sapendo che si può lasciare in ospedale il proprio figlio, che verrà regolarmente adottato ed accudito".

"In Italia arrivano spesso donne che non conoscono i loro diritti, e questa ignoranza mette a repentaglio la loro salute e quella del bambino. Uno strumento come questo può essere quindi utilissimo, specialmente perché parla la loro lingua" commenta Souad Sbai, presidente dell'Associazione delle Donne Marocchine in Italia (ACMID). "Immaginate cosa vuole dire entrare in ospedale per chi arriva da un paese dove il parto è un evento molto intimo, vissuto in famiglia e solo tra donne. La guida può aiutare anche a superare questo shock".

"Stranieri in Italia ha già stampato 30mila copie della 'Guida alla maternità libera e responsabile' - spiega Federica Gaida, curatrice del progetto. Ora verranno distribuite gratuitamente presso Asl, consultori, municipi, biblioteche e nei punti di ritrovo più frequentati dalle donne straniere".

http://www.stranieriinitalia.it
(24 gennaio 2006)

In sei lingue,
Guida alla maternità libera e responsabile
Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita.

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Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita
ROMA - "Sono incinta e non ho un permesso di soggiorno, quali sono i miei diritti?". "E se non potessi allevare mio figlio"? "Non voglio un figlio, cosa posso fare?"

La "Guida alla maternità libera e responsabile" risponde ad alcune delle domande che potrebbe porsi una donna straniera che vive nel nostro Paese uno dei momenti più importanti della sua vita. Pubblicata da Comune di Roma e Stranieri in Italia, accompagna la lettrice con consigli e spiegazioni in sei lingue (italiano, inglese, spagnolo, romeno, albanese e arabo), informandola sui diritti e le scelte che le offre la legge italiana.

È un percorso che inizia prima del concepimento, con un approfondimento sui principali metodi contraccettivi e una guida alla scelta di quello più adatto alle proprie esigenze, e che entra nel vivo quando la donna che scopre di essere incinta si trova davanti a tre scelte: allevare un figlio, affidarlo ad altri o non farlo nascere.

La guida spiega come viene tutelata ogni madre, attraverso l' assistenza medica gratuita, le garanzie sul lavoro e gli interventi di sostegno economico. Grande attenzione è riservata ai diritti delle donne straniere irregolarmente in Italia, che non posso essere espulse e diventano anzi titolari di uno speciale permesso di soggiorno per gravidanza.

A chi non può o non vuole allevare un figlio vengono illustrate le strade dell'adozione e dell'affidamento, che potranno garantire comunque al bambino l'affetto di una famiglia. La guida parla infine dell'interruzione volontaria di gravidanza, spiegando con chiarezza come è regolamentata e a quali strutture può rivolgersi una donna che ha deciso di abortire.

"Anche se in generale negli ultimi anni in Italia il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza è diminuito, sappiamo che è proporzionalmente aumentato tra le donne immigrate. Troppo spesso la cronaca riporta inoltre i casi di donne che, lontane dalle loro famiglie rimaste in patria, arrivano a gesti estremi per disinformazione" dice Franca Eckert Coen, consigliera delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità. "Ci sembrava importante una guida in più lingue sulla prevenzione, volevamo spiegare cosa dice la legge italiana riguardo alla maternità consapevole, che vuol dire decidere di abortire o decidere di partorire pur sapendo che si può lasciare in ospedale il proprio figlio, che verrà regolarmente adottato ed accudito".

"In Italia arrivano spesso donne che non conoscono i loro diritti, e questa ignoranza mette a repentaglio la loro salute e quella del bambino. Uno strumento come questo può essere quindi utilissimo, specialmente perché parla la loro lingua" commenta Souad Sbai, presidente dell'Associazione delle Donne Marocchine in Italia (ACMID). "Immaginate cosa vuole dire entrare in ospedale per chi arriva da un paese dove il parto è un evento molto intimo, vissuto in famiglia e solo tra donne. La guida può aiutare anche a superare questo shock".

"Stranieri in Italia ha già stampato 30mila copie della 'Guida alla maternità libera e responsabile' - spiega Federica Gaida, curatrice del progetto. Ora verranno distribuite gratuitamente presso Asl, consultori, municipi, biblioteche e nei punti di ritrovo più frequentati dalle donne straniere".

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Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita.

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Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita
ROMA - "Sono incinta e non ho un permesso di soggiorno, quali sono i miei diritti?". "E se non potessi allevare mio figlio"? "Non voglio un figlio, cosa posso fare?"

La "Guida alla maternità libera e responsabile" risponde ad alcune delle domande che potrebbe porsi una donna straniera che vive nel nostro Paese uno dei momenti più importanti della sua vita. Pubblicata da Comune di Roma e Stranieri in Italia, accompagna la lettrice con consigli e spiegazioni in sei lingue (italiano, inglese, spagnolo, romeno, albanese e arabo), informandola sui diritti e le scelte che le offre la legge italiana.

È un percorso che inizia prima del concepimento, con un approfondimento sui principali metodi contraccettivi e una guida alla scelta di quello più adatto alle proprie esigenze, e che entra nel vivo quando la donna che scopre di essere incinta si trova davanti a tre scelte: allevare un figlio, affidarlo ad altri o non farlo nascere.

La guida spiega come viene tutelata ogni madre, attraverso l' assistenza medica gratuita, le garanzie sul lavoro e gli interventi di sostegno economico. Grande attenzione è riservata ai diritti delle donne straniere irregolarmente in Italia, che non posso essere espulse e diventano anzi titolari di uno speciale permesso di soggiorno per gravidanza.

A chi non può o non vuole allevare un figlio vengono illustrate le strade dell'adozione e dell'affidamento, che potranno garantire comunque al bambino l'affetto di una famiglia. La guida parla infine dell'interruzione volontaria di gravidanza, spiegando con chiarezza come è regolamentata e a quali strutture può rivolgersi una donna che ha deciso di abortire.

"Anche se in generale negli ultimi anni in Italia il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza è diminuito, sappiamo che è proporzionalmente aumentato tra le donne immigrate. Troppo spesso la cronaca riporta inoltre i casi di donne che, lontane dalle loro famiglie rimaste in patria, arrivano a gesti estremi per disinformazione" dice Franca Eckert Coen, consigliera delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità. "Ci sembrava importante una guida in più lingue sulla prevenzione, volevamo spiegare cosa dice la legge italiana riguardo alla maternità consapevole, che vuol dire decidere di abortire o decidere di partorire pur sapendo che si può lasciare in ospedale il proprio figlio, che verrà regolarmente adottato ed accudito".

"In Italia arrivano spesso donne che non conoscono i loro diritti, e questa ignoranza mette a repentaglio la loro salute e quella del bambino. Uno strumento come questo può essere quindi utilissimo, specialmente perché parla la loro lingua" commenta Souad Sbai, presidente dell'Associazione delle Donne Marocchine in Italia (ACMID). "Immaginate cosa vuole dire entrare in ospedale per chi arriva da un paese dove il parto è un evento molto intimo, vissuto in famiglia e solo tra donne. La guida può aiutare anche a superare questo shock".

"Stranieri in Italia ha già stampato 30mila copie della 'Guida alla maternità libera e responsabile' - spiega Federica Gaida, curatrice del progetto. Ora verranno distribuite gratuitamente presso Asl, consultori, municipi, biblioteche e nei punti di ritrovo più frequentati dalle donne straniere".

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Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita.

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Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita
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La "Guida alla maternità libera e responsabile" risponde ad alcune delle domande che potrebbe porsi una donna straniera che vive nel nostro Paese uno dei momenti più importanti della sua vita. Pubblicata da Comune di Roma e Stranieri in Italia, accompagna la lettrice con consigli e spiegazioni in sei lingue (italiano, inglese, spagnolo, romeno, albanese e arabo), informandola sui diritti e le scelte che le offre la legge italiana.

È un percorso che inizia prima del concepimento, con un approfondimento sui principali metodi contraccettivi e una guida alla scelta di quello più adatto alle proprie esigenze, e che entra nel vivo quando la donna che scopre di essere incinta si trova davanti a tre scelte: allevare un figlio, affidarlo ad altri o non farlo nascere.

La guida spiega come viene tutelata ogni madre, attraverso l' assistenza medica gratuita, le garanzie sul lavoro e gli interventi di sostegno economico. Grande attenzione è riservata ai diritti delle donne straniere irregolarmente in Italia, che non posso essere espulse e diventano anzi titolari di uno speciale permesso di soggiorno per gravidanza.

A chi non può o non vuole allevare un figlio vengono illustrate le strade dell'adozione e dell'affidamento, che potranno garantire comunque al bambino l'affetto di una famiglia. La guida parla infine dell'interruzione volontaria di gravidanza, spiegando con chiarezza come è regolamentata e a quali strutture può rivolgersi una donna che ha deciso di abortire.

"Anche se in generale negli ultimi anni in Italia il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza è diminuito, sappiamo che è proporzionalmente aumentato tra le donne immigrate. Troppo spesso la cronaca riporta inoltre i casi di donne che, lontane dalle loro famiglie rimaste in patria, arrivano a gesti estremi per disinformazione" dice Franca Eckert Coen, consigliera delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità. "Ci sembrava importante una guida in più lingue sulla prevenzione, volevamo spiegare cosa dice la legge italiana riguardo alla maternità consapevole, che vuol dire decidere di abortire o decidere di partorire pur sapendo che si può lasciare in ospedale il proprio figlio, che verrà regolarmente adottato ed accudito".

"In Italia arrivano spesso donne che non conoscono i loro diritti, e questa ignoranza mette a repentaglio la loro salute e quella del bambino. Uno strumento come questo può essere quindi utilissimo, specialmente perché parla la loro lingua" commenta Souad Sbai, presidente dell'Associazione delle Donne Marocchine in Italia (ACMID). "Immaginate cosa vuole dire entrare in ospedale per chi arriva da un paese dove il parto è un evento molto intimo, vissuto in famiglia e solo tra donne. La guida può aiutare anche a superare questo shock".

"Stranieri in Italia ha già stampato 30mila copie della 'Guida alla maternità libera e responsabile' - spiega Federica Gaida, curatrice del progetto. Ora verranno distribuite gratuitamente presso Asl, consultori, municipi, biblioteche e nei punti di ritrovo più frequentati dalle donne straniere".

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Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita.

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Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita
ROMA - "Sono incinta e non ho un permesso di soggiorno, quali sono i miei diritti?". "E se non potessi allevare mio figlio"? "Non voglio un figlio, cosa posso fare?"

La "Guida alla maternità libera e responsabile" risponde ad alcune delle domande che potrebbe porsi una donna straniera che vive nel nostro Paese uno dei momenti più importanti della sua vita. Pubblicata da Comune di Roma e Stranieri in Italia, accompagna la lettrice con consigli e spiegazioni in sei lingue (italiano, inglese, spagnolo, romeno, albanese e arabo), informandola sui diritti e le scelte che le offre la legge italiana.

È un percorso che inizia prima del concepimento, con un approfondimento sui principali metodi contraccettivi e una guida alla scelta di quello più adatto alle proprie esigenze, e che entra nel vivo quando la donna che scopre di essere incinta si trova davanti a tre scelte: allevare un figlio, affidarlo ad altri o non farlo nascere.

La guida spiega come viene tutelata ogni madre, attraverso l' assistenza medica gratuita, le garanzie sul lavoro e gli interventi di sostegno economico. Grande attenzione è riservata ai diritti delle donne straniere irregolarmente in Italia, che non posso essere espulse e diventano anzi titolari di uno speciale permesso di soggiorno per gravidanza.

A chi non può o non vuole allevare un figlio vengono illustrate le strade dell'adozione e dell'affidamento, che potranno garantire comunque al bambino l'affetto di una famiglia. La guida parla infine dell'interruzione volontaria di gravidanza, spiegando con chiarezza come è regolamentata e a quali strutture può rivolgersi una donna che ha deciso di abortire.

"Anche se in generale negli ultimi anni in Italia il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza è diminuito, sappiamo che è proporzionalmente aumentato tra le donne immigrate. Troppo spesso la cronaca riporta inoltre i casi di donne che, lontane dalle loro famiglie rimaste in patria, arrivano a gesti estremi per disinformazione" dice Franca Eckert Coen, consigliera delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità. "Ci sembrava importante una guida in più lingue sulla prevenzione, volevamo spiegare cosa dice la legge italiana riguardo alla maternità consapevole, che vuol dire decidere di abortire o decidere di partorire pur sapendo che si può lasciare in ospedale il proprio figlio, che verrà regolarmente adottato ed accudito".

"In Italia arrivano spesso donne che non conoscono i loro diritti, e questa ignoranza mette a repentaglio la loro salute e quella del bambino. Uno strumento come questo può essere quindi utilissimo, specialmente perché parla la loro lingua" commenta Souad Sbai, presidente dell'Associazione delle Donne Marocchine in Italia (ACMID). "Immaginate cosa vuole dire entrare in ospedale per chi arriva da un paese dove il parto è un evento molto intimo, vissuto in famiglia e solo tra donne. La guida può aiutare anche a superare questo shock".

"Stranieri in Italia ha già stampato 30mila copie della 'Guida alla maternità libera e responsabile' - spiega Federica Gaida, curatrice del progetto. Ora verranno distribuite gratuitamente presso Asl, consultori, municipi, biblioteche e nei punti di ritrovo più frequentati dalle donne straniere".

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Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita.

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Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita
ROMA - "Sono incinta e non ho un permesso di soggiorno, quali sono i miei diritti?". "E se non potessi allevare mio figlio"? "Non voglio un figlio, cosa posso fare?"

La "Guida alla maternità libera e responsabile" risponde ad alcune delle domande che potrebbe porsi una donna straniera che vive nel nostro Paese uno dei momenti più importanti della sua vita. Pubblicata da Comune di Roma e Stranieri in Italia, accompagna la lettrice con consigli e spiegazioni in sei lingue (italiano, inglese, spagnolo, romeno, albanese e arabo), informandola sui diritti e le scelte che le offre la legge italiana.

È un percorso che inizia prima del concepimento, con un approfondimento sui principali metodi contraccettivi e una guida alla scelta di quello più adatto alle proprie esigenze, e che entra nel vivo quando la donna che scopre di essere incinta si trova davanti a tre scelte: allevare un figlio, affidarlo ad altri o non farlo nascere.

La guida spiega come viene tutelata ogni madre, attraverso l' assistenza medica gratuita, le garanzie sul lavoro e gli interventi di sostegno economico. Grande attenzione è riservata ai diritti delle donne straniere irregolarmente in Italia, che non posso essere espulse e diventano anzi titolari di uno speciale permesso di soggiorno per gravidanza.

A chi non può o non vuole allevare un figlio vengono illustrate le strade dell'adozione e dell'affidamento, che potranno garantire comunque al bambino l'affetto di una famiglia. La guida parla infine dell'interruzione volontaria di gravidanza, spiegando con chiarezza come è regolamentata e a quali strutture può rivolgersi una donna che ha deciso di abortire.

"Anche se in generale negli ultimi anni in Italia il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza è diminuito, sappiamo che è proporzionalmente aumentato tra le donne immigrate. Troppo spesso la cronaca riporta inoltre i casi di donne che, lontane dalle loro famiglie rimaste in patria, arrivano a gesti estremi per disinformazione" dice Franca Eckert Coen, consigliera delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità. "Ci sembrava importante una guida in più lingue sulla prevenzione, volevamo spiegare cosa dice la legge italiana riguardo alla maternità consapevole, che vuol dire decidere di abortire o decidere di partorire pur sapendo che si può lasciare in ospedale il proprio figlio, che verrà regolarmente adottato ed accudito".

"In Italia arrivano spesso donne che non conoscono i loro diritti, e questa ignoranza mette a repentaglio la loro salute e quella del bambino. Uno strumento come questo può essere quindi utilissimo, specialmente perché parla la loro lingua" commenta Souad Sbai, presidente dell'Associazione delle Donne Marocchine in Italia (ACMID). "Immaginate cosa vuole dire entrare in ospedale per chi arriva da un paese dove il parto è un evento molto intimo, vissuto in famiglia e solo tra donne. La guida può aiutare anche a superare questo shock".

"Stranieri in Italia ha già stampato 30mila copie della 'Guida alla maternità libera e responsabile' - spiega Federica Gaida, curatrice del progetto. Ora verranno distribuite gratuitamente presso Asl, consultori, municipi, biblioteche e nei punti di ritrovo più frequentati dalle donne straniere".

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Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita.

In sei lingue
Guida alla maternità libera e responsabile
Da Comune di Roma e Stranieri in Italia un vademecum gratuito per le donne immigrate. Consigli e spiegazioni per chi vive lontano dal proprio Paese uno dei momenti più importanti della sua vita
ROMA - "Sono incinta e non ho un permesso di soggiorno, quali sono i miei diritti?". "E se non potessi allevare mio figlio"? "Non voglio un figlio, cosa posso fare?"

La "Guida alla maternità libera e responsabile" risponde ad alcune delle domande che potrebbe porsi una donna straniera che vive nel nostro Paese uno dei momenti più importanti della sua vita. Pubblicata da Comune di Roma e Stranieri in Italia, accompagna la lettrice con consigli e spiegazioni in sei lingue (italiano, inglese, spagnolo, romeno, albanese e arabo), informandola sui diritti e le scelte che le offre la legge italiana.

È un percorso che inizia prima del concepimento, con un approfondimento sui principali metodi contraccettivi e una guida alla scelta di quello più adatto alle proprie esigenze, e che entra nel vivo quando la donna che scopre di essere incinta si trova davanti a tre scelte: allevare un figlio, affidarlo ad altri o non farlo nascere.

La guida spiega come viene tutelata ogni madre, attraverso l' assistenza medica gratuita, le garanzie sul lavoro e gli interventi di sostegno economico. Grande attenzione è riservata ai diritti delle donne straniere irregolarmente in Italia, che non posso essere espulse e diventano anzi titolari di uno speciale permesso di soggiorno per gravidanza.

A chi non può o non vuole allevare un figlio vengono illustrate le strade dell'adozione e dell'affidamento, che potranno garantire comunque al bambino l'affetto di una famiglia. La guida parla infine dell'interruzione volontaria di gravidanza, spiegando con chiarezza come è regolamentata e a quali strutture può rivolgersi una donna che ha deciso di abortire.

"Anche se in generale negli ultimi anni in Italia il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza è diminuito, sappiamo che è proporzionalmente aumentato tra le donne immigrate. Troppo spesso la cronaca riporta inoltre i casi di donne che, lontane dalle loro famiglie rimaste in patria, arrivano a gesti estremi per disinformazione" dice Franca Eckert Coen, consigliera delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità. "Ci sembrava importante una guida in più lingue sulla prevenzione, volevamo spiegare cosa dice la legge italiana riguardo alla maternità consapevole, che vuol dire decidere di abortire o decidere di partorire pur sapendo che si può lasciare in ospedale il proprio figlio, che verrà regolarmente adottato ed accudito".

"In Italia arrivano spesso donne che non conoscono i loro diritti, e questa ignoranza mette a repentaglio la loro salute e quella del bambino. Uno strumento come questo può essere quindi utilissimo, specialmente perché parla la loro lingua" commenta Souad Sbai, presidente dell'Associazione delle Donne Marocchine in Italia (ACMID). "Immaginate cosa vuole dire entrare in ospedale per chi arriva da un paese dove il parto è un evento molto intimo, vissuto in famiglia e solo tra donne. La guida può aiutare anche a superare questo shock".

"Stranieri in Italia ha già stampato 30mila copie della 'Guida alla maternità libera e responsabile' - spiega Federica Gaida, curatrice del progetto. Ora verranno distribuite gratuitamente presso Asl, consultori, municipi, biblioteche e nei punti di ritrovo più frequentati dalle donne straniere".

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(24 gennaio 2006)

La Questura di Roma istituisce uno sportello informativo per il periodo natalizio
Il responsabile Cardona: "Servirà agli immigrati che vogliono tornare a casa per le feste di Natale"

ROMA - Uno sportello informativo per gli immigrati che vogliono tornare nel paese per le feste di Natale.

Ad istituirlo, presso l'Ufficio immigrazione, è stata la Questura di Roma. Personale esperto risponderà dal lunedì al venerdì, negli uffici di via Teofilo Patini, a Tor Cervara, a qualsiasi domanda sulle procedure per la partenza e il successivo rientro di stranieri residenti in Italia ma con familiari all'estero.

"Ovviamente - spiega Marcello Cardona, responsabile dell'Ufficio immigrazione i nostri addetti sono disponibili per qualunque genere di informazione in tema di immigrazione. Tuttavia, con l'arrivo delle festività natalizie, la maggior parte dei dubbi si concentra su come fare per lasciare l'Italia per un breve periodo, quali documenti sono necessari, quanto può durare il periodo di permanenza all'estero. Questioni che rivestono un'importanza fondamentale per uno straniero. Per questo, abbiamo deciso di dare un risalto particolare a questo progetto".
Molti degli immigrati che desiderano far ritorno a casa, per esempio - sottolinea il funzionario - non sanno che da quest'anno, con il nuovo regolamento di attuazione delle normative sulle immigrazione, è necessario richiedere un ulteriore visto di reingresso presso l'ambasciata italiana presente nel proprio Paese, pena l'impossibilità di rientrare in Italia al termine delle vacanze.
La Polizia sottolinea, infine, come l'apertura di questo 'sportello natalizio', non è che l'ultima di una serie di iniziative attivate dall'Ufficio immigrazione per avvicinarsi ai bisogni concreti degli stranieri.

"L'anno scorso - spiega Cardona - abbiamo istituito, in questo stesso periodo, uno sportello per aiutare gli stranieri del sudest asiatico ad entrare in contatto con parenti e conoscenti e facilitare le pratiche di rientro nei Paesi devastati dalla sciagura dello tsunami. Recentemente, poi, è stata allestita una struttura per ricevere la documentazione legale e facilitare il lavoro degli avvocati specializzati in questioni riguardanti l'immigrazione".

"Siamo consapevoli - ha concluso Cadorna - che c'é ancora molto da fare e abbiamo intenzione di riservare, nei prossimi mesi, un'attenzione ancora maggiore agli stranieri presenti a Roma.
(5 dicembre 2005)

La Questura di Roma istituisce uno sportello informativo per il periodo natalizio
Il responsabile Cardona: "Servirà agli immigrati che vogliono tornare a casa per le feste di Natale"

ROMA - Uno sportello informativo per gli immigrati che vogliono tornare nel paese per le feste di Natale.

Ad istituirlo, presso l'Ufficio immigrazione, è stata la Questura di Roma. Personale esperto risponderà dal lunedì al venerdì, negli uffici di via Teofilo Patini, a Tor Cervara, a qualsiasi domanda sulle procedure per la partenza e il successivo rientro di stranieri residenti in Italia ma con familiari all'estero.

"Ovviamente - spiega Marcello Cardona, responsabile dell'Ufficio immigrazione i nostri addetti sono disponibili per qualunque genere di informazione in tema di immigrazione. Tuttavia, con l'arrivo delle festività natalizie, la maggior parte dei dubbi si concentra su come fare per lasciare l'Italia per un breve periodo, quali documenti sono necessari, quanto può durare il periodo di permanenza all'estero. Questioni che rivestono un'importanza fondamentale per uno straniero. Per questo, abbiamo deciso di dare un risalto particolare a questo progetto".
Molti degli immigrati che desiderano far ritorno a casa, per esempio - sottolinea il funzionario - non sanno che da quest'anno, con il nuovo regolamento di attuazione delle normative sulle immigrazione, è necessario richiedere un ulteriore visto di reingresso presso l'ambasciata italiana presente nel proprio Paese, pena l'impossibilità di rientrare in Italia al termine delle vacanze.
La Polizia sottolinea, infine, come l'apertura di questo 'sportello natalizio', non è che l'ultima di una serie di iniziative attivate dall'Ufficio immigrazione per avvicinarsi ai bisogni concreti degli stranieri.

"L'anno scorso - spiega Cardona - abbiamo istituito, in questo stesso periodo, uno sportello per aiutare gli stranieri del sudest asiatico ad entrare in contatto con parenti e conoscenti e facilitare le pratiche di rientro nei Paesi devastati dalla sciagura dello tsunami. Recentemente, poi, è stata allestita una struttura per ricevere la documentazione legale e facilitare il lavoro degli avvocati specializzati in questioni riguardanti l'immigrazione".

"Siamo consapevoli - ha concluso Cadorna - che c'é ancora molto da fare e abbiamo intenzione di riservare, nei prossimi mesi, un'attenzione ancora maggiore agli stranieri presenti a Roma.
(5 dicembre 2005)

La Questura di Roma istituisce uno sportello informativo per il periodo natalizio
Il responsabile Cardona: "Servirà agli immigrati che vogliono tornare a casa per le feste di Natale"

ROMA - Uno sportello informativo per gli immigrati che vogliono tornare nel paese per le feste di Natale.

Ad istituirlo, presso l'Ufficio immigrazione, è stata la Questura di Roma. Personale esperto risponderà dal lunedì al venerdì, negli uffici di via Teofilo Patini, a Tor Cervara, a qualsiasi domanda sulle procedure per la partenza e il successivo rientro di stranieri residenti in Italia ma con familiari all'estero.

"Ovviamente - spiega Marcello Cardona, responsabile dell'Ufficio immigrazione i nostri addetti sono disponibili per qualunque genere di informazione in tema di immigrazione. Tuttavia, con l'arrivo delle festività natalizie, la maggior parte dei dubbi si concentra su come fare per lasciare l'Italia per un breve periodo, quali documenti sono necessari, quanto può durare il periodo di permanenza all'estero. Questioni che rivestono un'importanza fondamentale per uno straniero. Per questo, abbiamo deciso di dare un risalto particolare a questo progetto".
Molti degli immigrati che desiderano far ritorno a casa, per esempio - sottolinea il funzionario - non sanno che da quest'anno, con il nuovo regolamento di attuazione delle normative sulle immigrazione, è necessario richiedere un ulteriore visto di reingresso presso l'ambasciata italiana presente nel proprio Paese, pena l'impossibilità di rientrare in Italia al termine delle vacanze.
La Polizia sottolinea, infine, come l'apertura di questo 'sportello natalizio', non è che l'ultima di una serie di iniziative attivate dall'Ufficio immigrazione per avvicinarsi ai bisogni concreti degli stranieri.

"L'anno scorso - spiega Cardona - abbiamo istituito, in questo stesso periodo, uno sportello per aiutare gli stranieri del sudest asiatico ad entrare in contatto con parenti e conoscenti e facilitare le pratiche di rientro nei Paesi devastati dalla sciagura dello tsunami. Recentemente, poi, è stata allestita una struttura per ricevere la documentazione legale e facilitare il lavoro degli avvocati specializzati in questioni riguardanti l'immigrazione".

"Siamo consapevoli - ha concluso Cadorna - che c'é ancora molto da fare e abbiamo intenzione di riservare, nei prossimi mesi, un'attenzione ancora maggiore agli stranieri presenti a Roma.
(5 dicembre 2005)

La Questura di Roma istituisce uno sportello informativo per il periodo natalizio
Il responsabile Cardona: "Servirà agli immigrati che vogliono tornare a casa per le feste di Natale"

ROMA - Uno sportello informativo per gli immigrati che vogliono tornare nel paese per le feste di Natale.

Ad istituirlo, presso l'Ufficio immigrazione, è stata la Questura di Roma. Personale esperto risponderà dal lunedì al venerdì, negli uffici di via Teofilo Patini, a Tor Cervara, a qualsiasi domanda sulle procedure per la partenza e il successivo rientro di stranieri residenti in Italia ma con familiari all'estero.

"Ovviamente - spiega Marcello Cardona, responsabile dell'Ufficio immigrazione i nostri addetti sono disponibili per qualunque genere di informazione in tema di immigrazione. Tuttavia, con l'arrivo delle festività natalizie, la maggior parte dei dubbi si concentra su come fare per lasciare l'Italia per un breve periodo, quali documenti sono necessari, quanto può durare il periodo di permanenza all'estero. Questioni che rivestono un'importanza fondamentale per uno straniero. Per questo, abbiamo deciso di dare un risalto particolare a questo progetto".
Molti degli immigrati che desiderano far ritorno a casa, per esempio - sottolinea il funzionario - non sanno che da quest'anno, con il nuovo regolamento di attuazione delle normative sulle immigrazione, è necessario richiedere un ulteriore visto di reingresso presso l'ambasciata italiana presente nel proprio Paese, pena l'impossibilità di rientrare in Italia al termine delle vacanze.
La Polizia sottolinea, infine, come l'apertura di questo 'sportello natalizio', non è che l'ultima di una serie di iniziative attivate dall'Ufficio immigrazione per avvicinarsi ai bisogni concreti degli stranieri.

"L'anno scorso - spiega Cardona - abbiamo istituito, in questo stesso periodo, uno sportello per aiutare gli stranieri del sudest asiatico ad entrare in contatto con parenti e conoscenti e facilitare le pratiche di rientro nei Paesi devastati dalla sciagura dello tsunami. Recentemente, poi, è stata allestita una struttura per ricevere la documentazione legale e facilitare il lavoro degli avvocati specializzati in questioni riguardanti l'immigrazione".

"Siamo consapevoli - ha concluso Cadorna - che c'é ancora molto da fare e abbiamo intenzione di riservare, nei prossimi mesi, un'attenzione ancora maggiore agli stranieri presenti a Roma.
(5 dicembre 2005)

La Questura di Roma istituisce uno sportello informativo per il periodo natalizio
Il responsabile Cardona: "Servirà agli immigrati che vogliono tornare a casa per le feste di Natale"

ROMA - Uno sportello informativo per gli immigrati che vogliono tornare nel paese per le feste di Natale.

Ad istituirlo, presso l'Ufficio immigrazione, è stata la Questura di Roma. Personale esperto risponderà dal lunedì al venerdì, negli uffici di via Teofilo Patini, a Tor Cervara, a qualsiasi domanda sulle procedure per la partenza e il successivo rientro di stranieri residenti in Italia ma con familiari all'estero.

"Ovviamente - spiega Marcello Cardona, responsabile dell'Ufficio immigrazione i nostri addetti sono disponibili per qualunque genere di informazione in tema di immigrazione. Tuttavia, con l'arrivo delle festività natalizie, la maggior parte dei dubbi si concentra su come fare per lasciare l'Italia per un breve periodo, quali documenti sono necessari, quanto può durare il periodo di permanenza all'estero. Questioni che rivestono un'importanza fondamentale per uno straniero. Per questo, abbiamo deciso di dare un risalto particolare a questo progetto".
Molti degli immigrati che desiderano far ritorno a casa, per esempio - sottolinea il funzionario - non sanno che da quest'anno, con il nuovo regolamento di attuazione delle normative sulle immigrazione, è necessario richiedere un ulteriore visto di reingresso presso l'ambasciata italiana presente nel proprio Paese, pena l'impossibilità di rientrare in Italia al termine delle vacanze.
La Polizia sottolinea, infine, come l'apertura di questo 'sportello natalizio', non è che l'ultima di una serie di iniziative attivate dall'Ufficio immigrazione per avvicinarsi ai bisogni concreti degli stranieri.

"L'anno scorso - spiega Cardona - abbiamo istituito, in questo stesso periodo, uno sportello per aiutare gli stranieri del sudest asiatico ad entrare in contatto con parenti e conoscenti e facilitare le pratiche di rientro nei Paesi devastati dalla sciagura dello tsunami. Recentemente, poi, è stata allestita una struttura per ricevere la documentazione legale e facilitare il lavoro degli avvocati specializzati in questioni riguardanti l'immigrazione".

"Siamo consapevoli - ha concluso Cadorna - che c'é ancora molto da fare e abbiamo intenzione di riservare, nei prossimi mesi, un'attenzione ancora maggiore agli stranieri presenti a Roma.
(5 dicembre 2005)

La Questura di Roma istituisce uno sportello informativo per il periodo natalizio
Il responsabile Cardona: "Servirà agli immigrati che vogliono tornare a casa per le feste di Natale"

ROMA - Uno sportello informativo per gli immigrati che vogliono tornare nel paese per le feste di Natale.

Ad istituirlo, presso l'Ufficio immigrazione, è stata la Questura di Roma. Personale esperto risponderà dal lunedì al venerdì, negli uffici di via Teofilo Patini, a Tor Cervara, a qualsiasi domanda sulle procedure per la partenza e il successivo rientro di stranieri residenti in Italia ma con familiari all'estero.

"Ovviamente - spiega Marcello Cardona, responsabile dell'Ufficio immigrazione i nostri addetti sono disponibili per qualunque genere di informazione in tema di immigrazione. Tuttavia, con l'arrivo delle festività natalizie, la maggior parte dei dubbi si concentra su come fare per lasciare l'Italia per un breve periodo, quali documenti sono necessari, quanto può durare il periodo di permanenza all'estero. Questioni che rivestono un'importanza fondamentale per uno straniero. Per questo, abbiamo deciso di dare un risalto particolare a questo progetto".
Molti degli immigrati che desiderano far ritorno a casa, per esempio - sottolinea il funzionario - non sanno che da quest'anno, con il nuovo regolamento di attuazione delle normative sulle immigrazione, è necessario richiedere un ulteriore visto di reingresso presso l'ambasciata italiana presente nel proprio Paese, pena l'impossibilità di rientrare in Italia al termine delle vacanze.
La Polizia sottolinea, infine, come l'apertura di questo 'sportello natalizio', non è che l'ultima di una serie di iniziative attivate dall'Ufficio immigrazione per avvicinarsi ai bisogni concreti degli stranieri.

"L'anno scorso - spiega Cardona - abbiamo istituito, in questo stesso periodo, uno sportello per aiutare gli stranieri del sudest asiatico ad entrare in contatto con parenti e conoscenti e facilitare le pratiche di rientro nei Paesi devastati dalla sciagura dello tsunami. Recentemente, poi, è stata allestita una struttura per ricevere la documentazione legale e facilitare il lavoro degli avvocati specializzati in questioni riguardanti l'immigrazione".

"Siamo consapevoli - ha concluso Cadorna - che c'é ancora molto da fare e abbiamo intenzione di riservare, nei prossimi mesi, un'attenzione ancora maggiore agli stranieri presenti a Roma.
(5 dicembre 2005)

La Questura di Roma istituisce uno sportello informativo per il periodo natalizio
Il responsabile Cardona: "Servirà agli immigrati che vogliono tornare a casa per le feste di Natale"

ROMA - Uno sportello informativo per gli immigrati che vogliono tornare nel paese per le feste di Natale.

Ad istituirlo, presso l'Ufficio immigrazione, è stata la Questura di Roma. Personale esperto risponderà dal lunedì al venerdì, negli uffici di via Teofilo Patini, a Tor Cervara, a qualsiasi domanda sulle procedure per la partenza e il successivo rientro di stranieri residenti in Italia ma con familiari all'estero.

"Ovviamente - spiega Marcello Cardona, responsabile dell'Ufficio immigrazione i nostri addetti sono disponibili per qualunque genere di informazione in tema di immigrazione. Tuttavia, con l'arrivo delle festività natalizie, la maggior parte dei dubbi si concentra su come fare per lasciare l'Italia per un breve periodo, quali documenti sono necessari, quanto può durare il periodo di permanenza all'estero. Questioni che rivestono un'importanza fondamentale per uno straniero. Per questo, abbiamo deciso di dare un risalto particolare a questo progetto".
Molti degli immigrati che desiderano far ritorno a casa, per esempio - sottolinea il funzionario - non sanno che da quest'anno, con il nuovo regolamento di attuazione delle normative sulle immigrazione, è necessario richiedere un ulteriore visto di reingresso presso l'ambasciata italiana presente nel proprio Paese, pena l'impossibilità di rientrare in Italia al termine delle vacanze.
La Polizia sottolinea, infine, come l'apertura di questo 'sportello natalizio', non è che l'ultima di una serie di iniziative attivate dall'Ufficio immigrazione per avvicinarsi ai bisogni concreti degli stranieri.

"L'anno scorso - spiega Cardona - abbiamo istituito, in questo stesso periodo, uno sportello per aiutare gli stranieri del sudest asiatico ad entrare in contatto con parenti e conoscenti e facilitare le pratiche di rientro nei Paesi devastati dalla sciagura dello tsunami. Recentemente, poi, è stata allestita una struttura per ricevere la documentazione legale e facilitare il lavoro degli avvocati specializzati in questioni riguardanti l'immigrazione".

"Siamo consapevoli - ha concluso Cadorna - che c'é ancora molto da fare e abbiamo intenzione di riservare, nei prossimi mesi, un'attenzione ancora maggiore agli stranieri presenti a Roma.
(5 dicembre 2005)

La Questura di Roma istituisce uno sportello informativo per il periodo natalizio
Il responsabile Cardona: "Servirà agli immigrati che vogliono tornare a casa per le feste di Natale"

ROMA - Uno sportello informativo per gli immigrati che vogliono tornare nel paese per le feste di Natale.

Ad istituirlo, presso l'Ufficio immigrazione, è stata la Questura di Roma. Personale esperto risponderà dal lunedì al venerdì, negli uffici di via Teofilo Patini, a Tor Cervara, a qualsiasi domanda sulle procedure per la partenza e il successivo rientro di stranieri residenti in Italia ma con familiari all'estero.

"Ovviamente - spiega Marcello Cardona, responsabile dell'Ufficio immigrazione i nostri addetti sono disponibili per qualunque genere di informazione in tema di immigrazione. Tuttavia, con l'arrivo delle festività natalizie, la maggior parte dei dubbi si concentra su come fare per lasciare l'Italia per un breve periodo, quali documenti sono necessari, quanto può durare il periodo di permanenza all'estero. Questioni che rivestono un'importanza fondamentale per uno straniero. Per questo, abbiamo deciso di dare un risalto particolare a questo progetto".
Molti degli immigrati che desiderano far ritorno a casa, per esempio - sottolinea il funzionario - non sanno che da quest'anno, con il nuovo regolamento di attuazione delle normative sulle immigrazione, è necessario richiedere un ulteriore visto di reingresso presso l'ambasciata italiana presente nel proprio Paese, pena l'impossibilità di rientrare in Italia al termine delle vacanze.
La Polizia sottolinea, infine, come l'apertura di questo 'sportello natalizio', non è che l'ultima di una serie di iniziative attivate dall'Ufficio immigrazione per avvicinarsi ai bisogni concreti degli stranieri.

"L'anno scorso - spiega Cardona - abbiamo istituito, in questo stesso periodo, uno sportello per aiutare gli stranieri del sudest asiatico ad entrare in contatto con parenti e conoscenti e facilitare le pratiche di rientro nei Paesi devastati dalla sciagura dello tsunami. Recentemente, poi, è stata allestita una struttura per ricevere la documentazione legale e facilitare il lavoro degli avvocati specializzati in questioni riguardanti l'immigrazione".

"Siamo consapevoli - ha concluso Cadorna - che c'é ancora molto da fare e abbiamo intenzione di riservare, nei prossimi mesi, un'attenzione ancora maggiore agli stranieri presenti a Roma.
(5 dicembre 2005)

Dal 27 ottobre al 6 dicembre 2005 più di 120 eventi nelle regioni e città italiane unite per lo sviluppo dei Paesi più svantaggiati nel mondo. Anche Viterbo testimonia il proprio impegno in questo senso con la mostra agli Almadiani “Ambanja, Madagascar: la forza della speranza”

Dal 27 ottobre al 6 dicembre 2005 più di 120 eventi nelle regioni e città italiane unite per lo sviluppo dei Paesi più svantaggiati nel mondo. Anche Viterbo testimonia il proprio impegno in questo senso con la mostra agli Almadiani “Ambanja, Madagascar: la forza della speranza”, che riapre dal 27 novembre dopo la prima esposizione di settembre. L’evento ha avuto, in quell’occasione, un afflusso costante di persone ne hanno decretato il successo, nonché la sensibilità dei viterbesi nei confronti di chi è più sfortunato. La rassegna, infatti, documenta l’attività che padre Stefano Scaringella, frate cappuccino e medico chirurgo, sta svolgendo presso la clinica Saint Damien, da lui stesso fondata venti anni fa, nel nord ovest del Paese africano. I pannelli di colori vivaci e le didascalie tratte dalle e-mail che padre Stefano e il sindaco Giancarlo Gabbianelli si sono scambiati nel corso degli ultimi due anni, hanno sensibilizzato l’attenzione dei visitatori sulla difficile realtà di un Paese dai paesaggi da sogno, ma che ha assoluto bisogno del sostegno esterno di persone come padre Stefano, nella cui struttura vengono eseguiti circa 1300 interventi annui. E la risposta dei viterbesi non si è fatta attendere: già nella sola settimana di svolgimento della mostra sono stati raccolti oltre 700 euro, che sono nel frattempo aumentati raggiungendo la quota di 2000 euro versati sul conto corrente (C/ c 100 69 479 Viterbo per Ambanja - Madagascar Abi 06065 cab 14500) per le donazioni attivato dal Comune di Viterbo. E la raccolta di fondi, dopo Viterbo, continuerà a Gubbio dal 1 dicembre, dove la mostra sarà ospitata nei locali messi a disposizione dal Comune. Questa seconda edizione delle “Giornate per la Cooperazione Italiana”, promossa dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, si propone di offrire un’ulteriore occasione di riflessione nelle Istituzioni pubbliche e private, creando nuove possibilità di dialogo e di confronto nella società civile sulle tematiche dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo attraverso un maggiore coinvolgimento dei veri protagonisti della cooperazione, operatori e volontari che in prima persona si rendono testimoni della solidarietà del nostro Paese all’estero. L’iniziativa vede protagonisti tutto il mondo della Cooperazione allo Sviluppo, in collaborazione con i Ministeri, le Regioni, le Province, i Comuni, le Agenzie dell'ONU, le Organizzazioni Internazionali, le Università, gli Istituti e Centri di Ricerca, le ONG italiane, le Confederazioni Sindacali, la Confindustria, gli Istituti di credito, il CNR, l’ISTAT e numerose Associazioni e Istituzioni pubbliche e private. Le “Giornate” si svolgono sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

Dal 27 ottobre al 6 dicembre 2005 più di 120 eventi nelle regioni e città italiane unite per lo sviluppo dei Paesi più svantaggiati nel mondo. Anche Viterbo testimonia il proprio impegno in questo senso con la mostra agli Almadiani “Ambanja, Madagascar: la forza della speranza”

Dal 27 ottobre al 6 dicembre 2005 più di 120 eventi nelle regioni e città italiane unite per lo sviluppo dei Paesi più svantaggiati nel mondo. Anche Viterbo testimonia il proprio impegno in questo senso con la mostra agli Almadiani “Ambanja, Madagascar: la forza della speranza”, che riapre dal 27 novembre dopo la prima esposizione di settembre. L’evento ha avuto, in quell’occasione, un afflusso costante di persone ne hanno decretato il successo, nonché la sensibilità dei viterbesi nei confronti di chi è più sfortunato. La rassegna, infatti, documenta l’attività che padre Stefano Scaringella, frate cappuccino e medico chirurgo, sta svolgendo presso la clinica Saint Damien, da lui stesso fondata venti anni fa, nel nord ovest del Paese africano. I pannelli di colori vivaci e le didascalie tratte dalle e-mail che padre Stefano e il sindaco Giancarlo Gabbianelli si sono scambiati nel corso degli ultimi due anni, hanno sensibilizzato l’attenzione dei visitatori sulla difficile realtà di un Paese dai paesaggi da sogno, ma che ha assoluto bisogno del sostegno esterno di persone come padre Stefano, nella cui struttura vengono eseguiti circa 1300 interventi annui. E la risposta dei viterbesi non si è fatta attendere: già nella sola settimana di svolgimento della mostra sono stati raccolti oltre 700 euro, che sono nel frattempo aumentati raggiungendo la quota di 2000 euro versati sul conto corrente (C/ c 100 69 479 Viterbo per Ambanja - Madagascar Abi 06065 cab 14500) per le donazioni attivato dal Comune di Viterbo. E la raccolta di fondi, dopo Viterbo, continuerà a Gubbio dal 1 dicembre, dove la mostra sarà ospitata nei locali messi a disposizione dal Comune. Questa seconda edizione delle “Giornate per la Cooperazione Italiana”, promossa dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, si propone di offrire un’ulteriore occasione di riflessione nelle Istituzioni pubbliche e private, creando nuove possibilità di dialogo e di confronto nella società civile sulle tematiche dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo attraverso un maggiore coinvolgimento dei veri protagonisti della cooperazione, operatori e volontari che in prima persona si rendono testimoni della solidarietà del nostro Paese all’estero. L’iniziativa vede protagonisti tutto il mondo della Cooperazione allo Sviluppo, in collaborazione con i Ministeri, le Regioni, le Province, i Comuni, le Agenzie dell'ONU, le Organizzazioni Internazionali, le Università, gli Istituti e Centri di Ricerca, le ONG italiane, le Confederazioni Sindacali, la Confindustria, gli Istituti di credito, il CNR, l’ISTAT e numerose Associazioni e Istituzioni pubbliche e private. Le “Giornate” si svolgono sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

Dal 27 ottobre al 6 dicembre 2005 più di 120 eventi nelle regioni e città italiane unite per lo sviluppo dei Paesi più svantaggiati nel mondo. Anche Viterbo testimonia il proprio impegno in questo senso con la mostra agli Almadiani “Ambanja, Madagascar: la forza della speranza”

Dal 27 ottobre al 6 dicembre 2005 più di 120 eventi nelle regioni e città italiane unite per lo sviluppo dei Paesi più svantaggiati nel mondo. Anche Viterbo testimonia il proprio impegno in questo senso con la mostra agli Almadiani “Ambanja, Madagascar: la forza della speranza”, che riapre dal 27 novembre dopo la prima esposizione di settembre. L’evento ha avuto, in quell’occasione, un afflusso costante di persone ne hanno decretato il successo, nonché la sensibilità dei viterbesi nei confronti di chi è più sfortunato. La rassegna, infatti, documenta l’attività che padre Stefano Scaringella, frate cappuccino e medico chirurgo, sta svolgendo presso la clinica Saint Damien, da lui stesso fondata venti anni fa, nel nord ovest del Paese africano. I pannelli di colori vivaci e le didascalie tratte dalle e-mail che padre Stefano e il sindaco Giancarlo Gabbianelli si sono scambiati nel corso degli ultimi due anni, hanno sensibilizzato l’attenzione dei visitatori sulla difficile realtà di un Paese dai paesaggi da sogno, ma che ha assoluto bisogno del sostegno esterno di persone come padre Stefano, nella cui struttura vengono eseguiti circa 1300 interventi annui. E la risposta dei viterbesi non si è fatta attendere: già nella sola settimana di svolgimento della mostra sono stati raccolti oltre 700 euro, che sono nel frattempo aumentati raggiungendo la quota di 2000 euro versati sul conto corrente (C/ c 100 69 479 Viterbo per Ambanja - Madagascar Abi 06065 cab 14500) per le donazioni attivato dal Comune di Viterbo. E la raccolta di fondi, dopo Viterbo, continuerà a Gubbio dal 1 dicembre, dove la mostra sarà ospitata nei locali messi a disposizione dal Comune. Questa seconda edizione delle “Giornate per la Cooperazione Italiana”, promossa dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, si propone di offrire un’ulteriore occasione di riflessione nelle Istituzioni pubbliche e private, creando nuove possibilità di dialogo e di confronto nella società civile sulle tematiche dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo attraverso un maggiore coinvolgimento dei veri protagonisti della cooperazione, operatori e volontari che in prima persona si rendono testimoni della solidarietà del nostro Paese all’estero. L’iniziativa vede protagonisti tutto il mondo della Cooperazione allo Sviluppo, in collaborazione con i Ministeri, le Regioni, le Province, i Comuni, le Agenzie dell'ONU, le Organizzazioni Internazionali, le Università, gli Istituti e Centri di Ricerca, le ONG italiane, le Confederazioni Sindacali, la Confindustria, gli Istituti di credito, il CNR, l’ISTAT e numerose Associazioni e Istituzioni pubbliche e private. Le “Giornate” si svolgono sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

Dal 27 ottobre al 6 dicembre 2005 più di 120 eventi nelle regioni e città italiane unite per lo sviluppo dei Paesi più svantaggiati nel mondo. Anche Viterbo testimonia il proprio impegno in questo senso con la mostra agli Almadiani “Ambanja, Madagascar: la forza della speranza”

Dal 27 ottobre al 6 dicembre 2005 più di 120 eventi nelle regioni e città italiane unite per lo sviluppo dei Paesi più svantaggiati nel mondo. Anche Viterbo testimonia il proprio impegno in questo senso con la mostra agli Almadiani “Ambanja, Madagascar: la forza della speranza”, che riapre dal 27 novembre dopo la prima esposizione di settembre. L’evento ha avuto, in quell’occasione, un afflusso costante di persone ne hanno decretato il successo, nonché la sensibilità dei viterbesi nei confronti di chi è più sfortunato. La rassegna, infatti, documenta l’attività che padre Stefano Scaringella, frate cappuccino e medico chirurgo, sta svolgendo presso la clinica Saint Damien, da lui stesso fondata venti anni fa, nel nord ovest del Paese africano. I pannelli di colori vivaci e le didascalie tratte dalle e-mail che padre Stefano e il sindaco Giancarlo Gabbianelli si sono scambiati nel corso degli ultimi due anni, hanno sensibilizzato l’attenzione dei visitatori sulla difficile realtà di un Paese dai paesaggi da sogno, ma che ha assoluto bisogno del sostegno esterno di persone come padre Stefano, nella cui struttura vengono eseguiti circa 1300 interventi annui. E la risposta dei viterbesi non si è fatta attendere: già nella sola settimana di svolgimento della mostra sono stati raccolti oltre 700 euro, che sono nel frattempo aumentati raggiungendo la quota di 2000 euro versati sul conto corrente (C/ c 100 69 479 Viterbo per Ambanja - Madagascar Abi 06065 cab 14500) per le donazioni attivato dal Comune di Viterbo. E la raccolta di fondi, dopo Viterbo, continuerà a Gubbio dal 1 dicembre, dove la mostra sarà ospitata nei locali messi a disposizione dal Comune. Questa seconda edizione delle “Giornate per la Cooperazione Italiana”, promossa dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, si propone di offrire un’ulteriore occasione di riflessione nelle Istituzioni pubbliche e private, creando nuove possibilità di dialogo e di confronto nella società civile sulle tematiche dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo attraverso un maggiore coinvolgimento dei veri protagonisti della cooperazione, operatori e volontari che in prima persona si rendono testimoni della solidarietà del nostro Paese all’estero. L’iniziativa vede protagonisti tutto il mondo della Cooperazione allo Sviluppo, in collaborazione con i Ministeri, le Regioni, le Province, i Comuni, le Agenzie dell'ONU, le Organizzazioni Internazionali, le Università, gli Istituti e Centri di Ricerca, le ONG italiane, le Confederazioni Sindacali, la Confindustria, gli Istituti di credito, il CNR, l’ISTAT e numerose Associazioni e Istituzioni pubbliche e private. Le “Giornate” si svolgono sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

Dal 27 ottobre al 6 dicembre 2005 più di 120 eventi nelle regioni e città italiane unite per lo sviluppo dei Paesi più svantaggiati nel mondo. Anche Viterbo testimonia il proprio impegno in questo senso con la mostra agli Almadiani “Ambanja, Madagascar: la forza della speranza”

Dal 27 ottobre al 6 dicembre 2005 più di 120 eventi nelle regioni e città italiane unite per lo sviluppo dei Paesi più svantaggiati nel mondo. Anche Viterbo testimonia il proprio impegno in questo senso con la mostra agli Almadiani “Ambanja, Madagascar: la forza della speranza”, che riapre dal 27 novembre dopo la prima esposizione di settembre. L’evento ha avuto, in quell’occasione, un afflusso costante di persone ne hanno decretato il successo, nonché la sensibilità dei viterbesi nei confronti di chi è più sfortunato. La rassegna, infatti, documenta l’attività che padre Stefano Scaringella, frate cappuccino e medico chirurgo, sta svolgendo presso la clinica Saint Damien, da lui stesso fondata venti anni fa, nel nord ovest del Paese africano. I pannelli di colori vivaci e le didascalie tratte dalle e-mail che padre Stefano e il sindaco Giancarlo Gabbianelli si sono scambiati nel corso degli ultimi due anni, hanno sensibilizzato l’attenzione dei visitatori sulla difficile realtà di un Paese dai paesaggi da sogno, ma che ha assoluto bisogno del sostegno esterno di persone come padre Stefano, nella cui struttura vengono eseguiti circa 1300 interventi annui. E la risposta dei viterbesi non si è fatta attendere: già nella sola settimana di svolgimento della mostra sono stati raccolti oltre 700 euro, che sono nel frattempo aumentati raggiungendo la quota di 2000 euro versati sul conto corrente (C/ c 100 69 479 Viterbo per Ambanja - Madagascar Abi 06065 cab 14500) per le donazioni attivato dal Comune di Viterbo. E la raccolta di fondi, dopo Viterbo, continuerà a Gubbio dal 1 dicembre, dove la mostra sarà ospitata nei locali messi a disposizione dal Comune. Questa seconda edizione delle “Giornate per la Cooperazione Italiana”, promossa dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, si propone di offrire un’ulteriore occasione di riflessione nelle Istituzioni pubbliche e private, creando nuove possibilità di dialogo e di confronto nella società civile sulle tematiche dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo attraverso un maggiore coinvolgimento dei veri protagonisti della cooperazione, operatori e volontari che in prima persona si rendono testimoni della solidarietà del nostro Paese all’estero. L’iniziativa vede protagonisti tutto il mondo della Cooperazione allo Sviluppo, in collaborazione con i Ministeri, le Regioni, le Province, i Comuni, le Agenzie dell'ONU, le Organizzazioni Internazionali, le Università, gli Istituti e Centri di Ricerca, le ONG italiane, le Confederazioni Sindacali, la Confindustria, gli Istituti di credito, il CNR, l’ISTAT e numerose Associazioni e Istituzioni pubbliche e private. Le “Giornate” si svolgono sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

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