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Vaovao

Nostro – oramai – ex-ambasciatore, Paraina Auguste e sua famiglia, si sono imbarcati sul volo di Air France il lunedi 16 luglio 2007 a mezzogiorno, per raggiungere la capitale del Sénégal.

Non soltanto i suoi stretti collaboratori, ma anche Loro Excellenze, gli Ambasciatori del Camerun, Mali, Capo Verde, Zimbabwe e Senegal hanno voluto venire all’aeroporto di Fiumicino per salutargli.

Quel giorno all’aeroporto, come durante la celebrazione della nostra festa nazionale il 30 giugno scorso, e anche il domenica 15 luglio, alla consegna del Libro d’Oro, l’Ambasciatore e sua moglie hanno espresso il loro desiderio de vedere durare l’opera a cui si sono dedicati presso la Comunità malgascia in Italia in questi anni : l’Amicizia e la Solidarietà. Speriamo – hanno detto – che ogni uno di voi possa prendere le parti migliore di quello che abbiamo fatto, e lasciare quelle non lo sono, perché come tutti esseri umani, non eravamo all’altezza di soddisfare tutti quanti.

Infatti, domenica prima della loro partenza, noi – responsabili del sito « malagasy.it », abbiamo consegnato alla coppia Paraina il contenuto del Libro d’Oro che abbiamo creato appositamente per loro : un genere d’album dove abbiamo raccolto tutti i messaggi che ci avete lasciato insieme ad alcune foto che avranno sicuramente marcate i quattro anni che hanno trascorsi in Italia. Cogliamo quindi l’occasione per ringraziare di cuore tutti quanti abbiano partecipato a quel Libro e sappiate che la famiglia Paraina ci ha lasciato un ringraziamento alla fine.

Le foto riprese domenica all’ambasciata e lunedi all’aeroporto sono già in linea.

Mille grazie

Nostro – oramai – ex-ambasciatore, Paraina Auguste e sua famiglia, si sono imbarcati sul volo di Air France il lunedi 16 luglio 2007 a mezzogiorno, per raggiungere la capitale del Sénégal.

Non soltanto i suoi stretti collaboratori, ma anche Loro Excellenze, gli Ambasciatori del Camerun, Mali, Capo Verde, Zimbabwe e Senegal hanno voluto venire all’aeroporto di Fiumicino per salutargli.

Quel giorno all’aeroporto, come durante la celebrazione della nostra festa nazionale il 30 giugno scorso, e anche il domenica 15 luglio, alla consegna del Libro d’Oro, l’Ambasciatore e sua moglie hanno espresso il loro desiderio de vedere durare l’opera a cui si sono dedicati presso la Comunità malgascia in Italia in questi anni : l’Amicizia e la Solidarietà. Speriamo – hanno detto – che ogni uno di voi possa prendere le parti migliore di quello che abbiamo fatto, e lasciare quelle non lo sono, perché come tutti esseri umani, non eravamo all’altezza di soddisfare tutti quanti.

Infatti, domenica prima della loro partenza, noi – responsabili del sito « malagasy.it », abbiamo consegnato alla coppia Paraina il contenuto del Libro d’Oro che abbiamo creato appositamente per loro : un genere d’album dove abbiamo raccolto tutti i messaggi che ci avete lasciato insieme ad alcune foto che avranno sicuramente marcate i quattro anni che hanno trascorsi in Italia. Cogliamo quindi l’occasione per ringraziare di cuore tutti quanti abbiano partecipato a quel Libro e sappiate che la famiglia Paraina ci ha lasciato un ringraziamento alla fine.

Le foto riprese domenica all’ambasciata e lunedi all’aeroporto sono già in linea.

Mille grazie

Nostro – oramai – ex-ambasciatore, Paraina Auguste e sua famiglia, si sono imbarcati sul volo di Air France il lunedi 16 luglio 2007 a mezzogiorno, per raggiungere la capitale del Sénégal.

Non soltanto i suoi stretti collaboratori, ma anche Loro Excellenze, gli Ambasciatori del Camerun, Mali, Capo Verde, Zimbabwe e Senegal hanno voluto venire all’aeroporto di Fiumicino per salutargli.

Quel giorno all’aeroporto, come durante la celebrazione della nostra festa nazionale il 30 giugno scorso, e anche il domenica 15 luglio, alla consegna del Libro d’Oro, l’Ambasciatore e sua moglie hanno espresso il loro desiderio de vedere durare l’opera a cui si sono dedicati presso la Comunità malgascia in Italia in questi anni : l’Amicizia e la Solidarietà. Speriamo – hanno detto – che ogni uno di voi possa prendere le parti migliore di quello che abbiamo fatto, e lasciare quelle non lo sono, perché come tutti esseri umani, non eravamo all’altezza di soddisfare tutti quanti.

Infatti, domenica prima della loro partenza, noi – responsabili del sito « malagasy.it », abbiamo consegnato alla coppia Paraina il contenuto del Libro d’Oro che abbiamo creato appositamente per loro : un genere d’album dove abbiamo raccolto tutti i messaggi che ci avete lasciato insieme ad alcune foto che avranno sicuramente marcate i quattro anni che hanno trascorsi in Italia. Cogliamo quindi l’occasione per ringraziare di cuore tutti quanti abbiano partecipato a quel Libro e sappiate che la famiglia Paraina ci ha lasciato un ringraziamento alla fine.

Le foto riprese domenica all’ambasciata e lunedi all’aeroporto sono già in linea.

Mille grazie

Oggi 29 marzo 2007, si commemora il sessantesimo anniversario dell’insurrezione anti-francese a Madagascar, per ricordare le migliaia di vittime di quella notte e dei giorni seguenti, fino a portare Madagascar all’Indipendenza nel 1960.

Dopo avere esiliato l’ultima regina, Ranavalona III, la Francia ha colonizzato Madagascar nel 1896, e ha mandato il Generale Gallieni per la Pacificazione del paese. Ma nel volere sviluppare in fretta Madagascar, lui ha adottato i lavori forzati e ha incoraggiati l’arrivi di tanti europei nell’Isola.

Di conseguenza, delle società segrete si sono formate per ribellarsi contro i colonizzatori. Già nel 1904-1905 si verificavano delle rivolte che hanno causato il ritorno del Generale Gallieni nella sua patria.


MoramangaNel mese di febbraio 1946 è nato il partito MDRM (Movimento Democratico del Rinnovamento Malgascio), che avrebbe fomentato l’insurrezione nella parte est dell’Isola nella notte del 29 marzo 1947.

Delle bande armate attaccavano i depositi militari francesi, e se dei due campi si sono registrati delle vittime, i malgasci hanno perso più uomini, visto la disparità degli equipaggiamenti militari ; addirittura, i francesi si sono serviti anche dell’aviazione.

Dopo violenti repressione e la lotta per l’Indipendenza, Madagascar è stato proclamata Repubblica autonoma nel 1958, e accedeva all’Indipendenza nel 1960.

Tante idee si divergono nel parlare del 29 marzo 1947 nel Madagascar, opinioni opposti quanto alla causa di quella insurrezione che ai numeri esatti delle vittime : per esempio, Jean Fremigacci ha il suo parere nel suo libro intitolato “La vérité sur la grande révolte de Madagascar” in “L’histoire”, oppure Jacques Tronchon col suo libro “L’insurrection malgache de 1947”.

Sarebbe superfluo, dopo 60 anni, discutere su cifre difficile da verificare, ma importante commemorare questo evento nel rispetto dei caduti e la volontà di conoscerne la ragione esatta e soprattutto la lontana conseguenza.

Facciamo sicchè non ci scorderemmo mai di questa storia e che ci impegneremmo a fargli conoscere ai nostri giovani e i bambini malgasci – o a metà – cresciuti lontani dal nostro paese.

E una delle ragione in cui siete tutti – amici e connazionali a Roma e dintorni – invitati a celebrare questo sessantesimo anniversario del 29 marzo 1947 nella cappella dei Fratelli delle Scuole Cristiane, in via Aurelia 472 questa domenica 1 aprile 2007 alle ore 16.00.

Rondro

La signora Liliana Mosca, docente all'Università di Napoli, ci ha inviato gentilmente un documento sull'evento del 29 marzo 1947 a Madagascar, che potete consultare nella pagina degli archivi . Cogliamo l'occasione per ringraziarla di questo suo grande contributo nel farci conoscere ancora di più la storia del nostro paese.

Oggi 29 marzo 2007, si commemora il sessantesimo anniversario dell’insurrezione anti-francese a Madagascar, per ricordare le migliaia di vittime di quella notte e dei giorni seguenti, fino a portare Madagascar all’Indipendenza nel 1960.

Dopo avere esiliato l’ultima regina, Ranavalona III, la Francia ha colonizzato Madagascar nel 1896, e ha mandato il Generale Gallieni per la Pacificazione del paese. Ma nel volere sviluppare in fretta Madagascar, lui ha adottato i lavori forzati e ha incoraggiati l’arrivi di tanti europei nell’Isola.

Di conseguenza, delle società segrete si sono formate per ribellarsi contro i colonizzatori. Già nel 1904-1905 si verificavano delle rivolte che hanno causato il ritorno del Generale Gallieni nella sua patria.


MoramangaNel mese di febbraio 1946 è nato il partito MDRM (Movimento Democratico del Rinnovamento Malgascio), che avrebbe fomentato l’insurrezione nella parte est dell’Isola nella notte del 29 marzo 1947.

Delle bande armate attaccavano i depositi militari francesi, e se dei due campi si sono registrati delle vittime, i malgasci hanno perso più uomini, visto la disparità degli equipaggiamenti militari ; addirittura, i francesi si sono serviti anche dell’aviazione.

Dopo violenti repressione e la lotta per l’Indipendenza, Madagascar è stato proclamata Repubblica autonoma nel 1958, e accedeva all’Indipendenza nel 1960.

Tante idee si divergono nel parlare del 29 marzo 1947 nel Madagascar, opinioni opposti quanto alla causa di quella insurrezione che ai numeri esatti delle vittime : per esempio, Jean Fremigacci ha il suo parere nel suo libro intitolato “La vérité sur la grande révolte de Madagascar” in “L’histoire”, oppure Jacques Tronchon col suo libro “L’insurrection malgache de 1947”.

Sarebbe superfluo, dopo 60 anni, discutere su cifre difficile da verificare, ma importante commemorare questo evento nel rispetto dei caduti e la volontà di conoscerne la ragione esatta e soprattutto la lontana conseguenza.

Facciamo sicchè non ci scorderemmo mai di questa storia e che ci impegneremmo a fargli conoscere ai nostri giovani e i bambini malgasci – o a metà – cresciuti lontani dal nostro paese.

E una delle ragione in cui siete tutti – amici e connazionali a Roma e dintorni – invitati a celebrare questo sessantesimo anniversario del 29 marzo 1947 nella cappella dei Fratelli delle Scuole Cristiane, in via Aurelia 472 questa domenica 1 aprile 2007 alle ore 16.00.

Rondro

La signora Liliana Mosca, docente all'Università di Napoli, ci ha inviato gentilmente un documento sull'evento del 29 marzo 1947 a Madagascar, che potete consultare nella pagina degli archivi . Cogliamo l'occasione per ringraziarla di questo suo grande contributo nel farci conoscere ancora di più la storia del nostro paese.

Oggi 29 marzo 2007, si commemora il sessantesimo anniversario dell’insurrezione anti-francese a Madagascar, per ricordare le migliaia di vittime di quella notte e dei giorni seguenti, fino a portare Madagascar all’Indipendenza nel 1960.

Dopo avere esiliato l’ultima regina, Ranavalona III, la Francia ha colonizzato Madagascar nel 1896, e ha mandato il Generale Gallieni per la Pacificazione del paese. Ma nel volere sviluppare in fretta Madagascar, lui ha adottato i lavori forzati e ha incoraggiati l’arrivi di tanti europei nell’Isola.

Di conseguenza, delle società segrete si sono formate per ribellarsi contro i colonizzatori. Già nel 1904-1905 si verificavano delle rivolte che hanno causato il ritorno del Generale Gallieni nella sua patria.


MoramangaNel mese di febbraio 1946 è nato il partito MDRM (Movimento Democratico del Rinnovamento Malgascio), che avrebbe fomentato l’insurrezione nella parte est dell’Isola nella notte del 29 marzo 1947.

Delle bande armate attaccavano i depositi militari francesi, e se dei due campi si sono registrati delle vittime, i malgasci hanno perso più uomini, visto la disparità degli equipaggiamenti militari ; addirittura, i francesi si sono serviti anche dell’aviazione.

Dopo violenti repressione e la lotta per l’Indipendenza, Madagascar è stato proclamata Repubblica autonoma nel 1958, e accedeva all’Indipendenza nel 1960.

Tante idee si divergono nel parlare del 29 marzo 1947 nel Madagascar, opinioni opposti quanto alla causa di quella insurrezione che ai numeri esatti delle vittime : per esempio, Jean Fremigacci ha il suo parere nel suo libro intitolato “La vérité sur la grande révolte de Madagascar” in “L’histoire”, oppure Jacques Tronchon col suo libro “L’insurrection malgache de 1947”.

Sarebbe superfluo, dopo 60 anni, discutere su cifre difficile da verificare, ma importante commemorare questo evento nel rispetto dei caduti e la volontà di conoscerne la ragione esatta e soprattutto la lontana conseguenza.

Facciamo sicchè non ci scorderemmo mai di questa storia e che ci impegneremmo a fargli conoscere ai nostri giovani e i bambini malgasci – o a metà – cresciuti lontani dal nostro paese.

E una delle ragione in cui siete tutti – amici e connazionali a Roma e dintorni – invitati a celebrare questo sessantesimo anniversario del 29 marzo 1947 nella cappella dei Fratelli delle Scuole Cristiane, in via Aurelia 472 questa domenica 1 aprile 2007 alle ore 16.00.

Rondro

La signora Liliana Mosca, docente all'Università di Napoli, ci ha inviato gentilmente un documento sull'evento del 29 marzo 1947 a Madagascar, che potete consultare nella pagina degli archivi . Cogliamo l'occasione per ringraziarla di questo suo grande contributo nel farci conoscere ancora di più la storia del nostro paese.

Oggi 29 marzo 2007, si commemora il sessantesimo anniversario dell’insurrezione anti-francese a Madagascar, per ricordare le migliaia di vittime di quella notte e dei giorni seguenti, fino a portare Madagascar all’Indipendenza nel 1960.

Dopo avere esiliato l’ultima regina, Ranavalona III, la Francia ha colonizzato Madagascar nel 1896, e ha mandato il Generale Gallieni per la Pacificazione del paese. Ma nel volere sviluppare in fretta Madagascar, lui ha adottato i lavori forzati e ha incoraggiati l’arrivi di tanti europei nell’Isola.

Di conseguenza, delle società segrete si sono formate per ribellarsi contro i colonizzatori. Già nel 1904-1905 si verificavano delle rivolte che hanno causato il ritorno del Generale Gallieni nella sua patria.


MoramangaNel mese di febbraio 1946 è nato il partito MDRM (Movimento Democratico del Rinnovamento Malgascio), che avrebbe fomentato l’insurrezione nella parte est dell’Isola nella notte del 29 marzo 1947.

Delle bande armate attaccavano i depositi militari francesi, e se dei due campi si sono registrati delle vittime, i malgasci hanno perso più uomini, visto la disparità degli equipaggiamenti militari ; addirittura, i francesi si sono serviti anche dell’aviazione.

Dopo violenti repressione e la lotta per l’Indipendenza, Madagascar è stato proclamata Repubblica autonoma nel 1958, e accedeva all’Indipendenza nel 1960.

Tante idee si divergono nel parlare del 29 marzo 1947 nel Madagascar, opinioni opposti quanto alla causa di quella insurrezione che ai numeri esatti delle vittime : per esempio, Jean Fremigacci ha il suo parere nel suo libro intitolato “La vérité sur la grande révolte de Madagascar” in “L’histoire”, oppure Jacques Tronchon col suo libro “L’insurrection malgache de 1947”.

Sarebbe superfluo, dopo 60 anni, discutere su cifre difficile da verificare, ma importante commemorare questo evento nel rispetto dei caduti e la volontà di conoscerne la ragione esatta e soprattutto la lontana conseguenza.

Facciamo sicchè non ci scorderemmo mai di questa storia e che ci impegneremmo a fargli conoscere ai nostri giovani e i bambini malgasci – o a metà – cresciuti lontani dal nostro paese.

E una delle ragione in cui siete tutti – amici e connazionali a Roma e dintorni – invitati a celebrare questo sessantesimo anniversario del 29 marzo 1947 nella cappella dei Fratelli delle Scuole Cristiane, in via Aurelia 472 questa domenica 1 aprile 2007 alle ore 16.00.

Rondro

La signora Liliana Mosca, docente all'Università di Napoli, ci ha inviato gentilmente un documento sull'evento del 29 marzo 1947 a Madagascar, che potete consultare nella pagina degli archivi . Cogliamo l'occasione per ringraziarla di questo suo grande contributo nel farci conoscere ancora di più la storia del nostro paese.

Oggi 29 marzo 2007, si commemora il sessantesimo anniversario dell’insurrezione anti-francese a Madagascar, per ricordare le migliaia di vittime di quella notte e dei giorni seguenti, fino a portare Madagascar all’Indipendenza nel 1960.

Dopo avere esiliato l’ultima regina, Ranavalona III, la Francia ha colonizzato Madagascar nel 1896, e ha mandato il Generale Gallieni per la Pacificazione del paese. Ma nel volere sviluppare in fretta Madagascar, lui ha adottato i lavori forzati e ha incoraggiati l’arrivi di tanti europei nell’Isola.

Di conseguenza, delle società segrete si sono formate per ribellarsi contro i colonizzatori. Già nel 1904-1905 si verificavano delle rivolte che hanno causato il ritorno del Generale Gallieni nella sua patria.


MoramangaNel mese di febbraio 1946 è nato il partito MDRM (Movimento Democratico del Rinnovamento Malgascio), che avrebbe fomentato l’insurrezione nella parte est dell’Isola nella notte del 29 marzo 1947.

Delle bande armate attaccavano i depositi militari francesi, e se dei due campi si sono registrati delle vittime, i malgasci hanno perso più uomini, visto la disparità degli equipaggiamenti militari ; addirittura, i francesi si sono serviti anche dell’aviazione.

Dopo violenti repressione e la lotta per l’Indipendenza, Madagascar è stato proclamata Repubblica autonoma nel 1958, e accedeva all’Indipendenza nel 1960.

Tante idee si divergono nel parlare del 29 marzo 1947 nel Madagascar, opinioni opposti quanto alla causa di quella insurrezione che ai numeri esatti delle vittime : per esempio, Jean Fremigacci ha il suo parere nel suo libro intitolato “La vérité sur la grande révolte de Madagascar” in “L’histoire”, oppure Jacques Tronchon col suo libro “L’insurrection malgache de 1947”.

Sarebbe superfluo, dopo 60 anni, discutere su cifre difficile da verificare, ma importante commemorare questo evento nel rispetto dei caduti e la volontà di conoscerne la ragione esatta e soprattutto la lontana conseguenza.

Facciamo sicchè non ci scorderemmo mai di questa storia e che ci impegneremmo a fargli conoscere ai nostri giovani e i bambini malgasci – o a metà – cresciuti lontani dal nostro paese.

E una delle ragione in cui siete tutti – amici e connazionali a Roma e dintorni – invitati a celebrare questo sessantesimo anniversario del 29 marzo 1947 nella cappella dei Fratelli delle Scuole Cristiane, in via Aurelia 472 questa domenica 1 aprile 2007 alle ore 16.00.

Rondro

La signora Liliana Mosca, docente all'Università di Napoli, ci ha inviato gentilmente un documento sull'evento del 29 marzo 1947 a Madagascar, che potete consultare nella pagina degli archivi . Cogliamo l'occasione per ringraziarla di questo suo grande contributo nel farci conoscere ancora di più la storia del nostro paese.

Oggi 29 marzo 2007, si commemora il sessantesimo anniversario dell’insurrezione anti-francese a Madagascar, per ricordare le migliaia di vittime di quella notte e dei giorni seguenti, fino a portare Madagascar all’Indipendenza nel 1960.

Dopo avere esiliato l’ultima regina, Ranavalona III, la Francia ha colonizzato Madagascar nel 1896, e ha mandato il Generale Gallieni per la Pacificazione del paese. Ma nel volere sviluppare in fretta Madagascar, lui ha adottato i lavori forzati e ha incoraggiati l’arrivi di tanti europei nell’Isola.

Di conseguenza, delle società segrete si sono formate per ribellarsi contro i colonizzatori. Già nel 1904-1905 si verificavano delle rivolte che hanno causato il ritorno del Generale Gallieni nella sua patria.


MoramangaNel mese di febbraio 1946 è nato il partito MDRM (Movimento Democratico del Rinnovamento Malgascio), che avrebbe fomentato l’insurrezione nella parte est dell’Isola nella notte del 29 marzo 1947.

Delle bande armate attaccavano i depositi militari francesi, e se dei due campi si sono registrati delle vittime, i malgasci hanno perso più uomini, visto la disparità degli equipaggiamenti militari ; addirittura, i francesi si sono serviti anche dell’aviazione.

Dopo violenti repressione e la lotta per l’Indipendenza, Madagascar è stato proclamata Repubblica autonoma nel 1958, e accedeva all’Indipendenza nel 1960.

Tante idee si divergono nel parlare del 29 marzo 1947 nel Madagascar, opinioni opposti quanto alla causa di quella insurrezione che ai numeri esatti delle vittime : per esempio, Jean Fremigacci ha il suo parere nel suo libro intitolato “La vérité sur la grande révolte de Madagascar” in “L’histoire”, oppure Jacques Tronchon col suo libro “L’insurrection malgache de 1947”.

Sarebbe superfluo, dopo 60 anni, discutere su cifre difficile da verificare, ma importante commemorare questo evento nel rispetto dei caduti e la volontà di conoscerne la ragione esatta e soprattutto la lontana conseguenza.

Facciamo sicchè non ci scorderemmo mai di questa storia e che ci impegneremmo a fargli conoscere ai nostri giovani e i bambini malgasci – o a metà – cresciuti lontani dal nostro paese.

E una delle ragione in cui siete tutti – amici e connazionali a Roma e dintorni – invitati a celebrare questo sessantesimo anniversario del 29 marzo 1947 nella cappella dei Fratelli delle Scuole Cristiane, in via Aurelia 472 questa domenica 1 aprile 2007 alle ore 16.00.

Rondro

La signora Liliana Mosca, docente all'Università di Napoli, ci ha inviato gentilmente un documento sull'evento del 29 marzo 1947 a Madagascar, che potete consultare nella pagina degli archivi . Cogliamo l'occasione per ringraziarla di questo suo grande contributo nel farci conoscere ancora di più la storia del nostro paese.

Oggi 29 marzo 2007, si commemora il sessantesimo anniversario dell’insurrezione anti-francese a Madagascar, per ricordare le migliaia di vittime di quella notte e dei giorni seguenti, fino a portare Madagascar all’Indipendenza nel 1960.

Dopo avere esiliato l’ultima regina, Ranavalona III, la Francia ha colonizzato Madagascar nel 1896, e ha mandato il Generale Gallieni per la Pacificazione del paese. Ma nel volere sviluppare in fretta Madagascar, lui ha adottato i lavori forzati e ha incoraggiati l’arrivi di tanti europei nell’Isola.

Di conseguenza, delle società segrete si sono formate per ribellarsi contro i colonizzatori. Già nel 1904-1905 si verificavano delle rivolte che hanno causato il ritorno del Generale Gallieni nella sua patria.


MoramangaNel mese di febbraio 1946 è nato il partito MDRM (Movimento Democratico del Rinnovamento Malgascio), che avrebbe fomentato l’insurrezione nella parte est dell’Isola nella notte del 29 marzo 1947.

Delle bande armate attaccavano i depositi militari francesi, e se dei due campi si sono registrati delle vittime, i malgasci hanno perso più uomini, visto la disparità degli equipaggiamenti militari ; addirittura, i francesi si sono serviti anche dell’aviazione.

Dopo violenti repressione e la lotta per l’Indipendenza, Madagascar è stato proclamata Repubblica autonoma nel 1958, e accedeva all’Indipendenza nel 1960.

Tante idee si divergono nel parlare del 29 marzo 1947 nel Madagascar, opinioni opposti quanto alla causa di quella insurrezione che ai numeri esatti delle vittime : per esempio, Jean Fremigacci ha il suo parere nel suo libro intitolato “La vérité sur la grande révolte de Madagascar” in “L’histoire”, oppure Jacques Tronchon col suo libro “L’insurrection malgache de 1947”.

Sarebbe superfluo, dopo 60 anni, discutere su cifre difficile da verificare, ma importante commemorare questo evento nel rispetto dei caduti e la volontà di conoscerne la ragione esatta e soprattutto la lontana conseguenza.

Facciamo sicchè non ci scorderemmo mai di questa storia e che ci impegneremmo a fargli conoscere ai nostri giovani e i bambini malgasci – o a metà – cresciuti lontani dal nostro paese.

E una delle ragione in cui siete tutti – amici e connazionali a Roma e dintorni – invitati a celebrare questo sessantesimo anniversario del 29 marzo 1947 nella cappella dei Fratelli delle Scuole Cristiane, in via Aurelia 472 questa domenica 1 aprile 2007 alle ore 16.00.

Rondro

La signora Liliana Mosca, docente all'Università di Napoli, ci ha inviato gentilmente un documento sull'evento del 29 marzo 1947 a Madagascar, che potete consultare nella pagina degli archivi . Cogliamo l'occasione per ringraziarla di questo suo grande contributo nel farci conoscere ancora di più la storia del nostro paese.

Oggi 29 marzo 2007, si commemora il sessantesimo anniversario dell’insurrezione anti-francese a Madagascar, per ricordare le migliaia di vittime di quella notte e dei giorni seguenti, fino a portare Madagascar all’Indipendenza nel 1960.

Dopo avere esiliato l’ultima regina, Ranavalona III, la Francia ha colonizzato Madagascar nel 1896, e ha mandato il Generale Gallieni per la Pacificazione del paese. Ma nel volere sviluppare in fretta Madagascar, lui ha adottato i lavori forzati e ha incoraggiati l’arrivi di tanti europei nell’Isola.

Di conseguenza, delle società segrete si sono formate per ribellarsi contro i colonizzatori. Già nel 1904-1905 si verificavano delle rivolte che hanno causato il ritorno del Generale Gallieni nella sua patria.


MoramangaNel mese di febbraio 1946 è nato il partito MDRM (Movimento Democratico del Rinnovamento Malgascio), che avrebbe fomentato l’insurrezione nella parte est dell’Isola nella notte del 29 marzo 1947.

Delle bande armate attaccavano i depositi militari francesi, e se dei due campi si sono registrati delle vittime, i malgasci hanno perso più uomini, visto la disparità degli equipaggiamenti militari ; addirittura, i francesi si sono serviti anche dell’aviazione.

Dopo violenti repressione e la lotta per l’Indipendenza, Madagascar è stato proclamata Repubblica autonoma nel 1958, e accedeva all’Indipendenza nel 1960.

Tante idee si divergono nel parlare del 29 marzo 1947 nel Madagascar, opinioni opposti quanto alla causa di quella insurrezione che ai numeri esatti delle vittime : per esempio, Jean Fremigacci ha il suo parere nel suo libro intitolato “La vérité sur la grande révolte de Madagascar” in “L’histoire”, oppure Jacques Tronchon col suo libro “L’insurrection malgache de 1947”.

Sarebbe superfluo, dopo 60 anni, discutere su cifre difficile da verificare, ma importante commemorare questo evento nel rispetto dei caduti e la volontà di conoscerne la ragione esatta e soprattutto la lontana conseguenza.

Facciamo sicchè non ci scorderemmo mai di questa storia e che ci impegneremmo a fargli conoscere ai nostri giovani e i bambini malgasci – o a metà – cresciuti lontani dal nostro paese.

E una delle ragione in cui siete tutti – amici e connazionali a Roma e dintorni – invitati a celebrare questo sessantesimo anniversario del 29 marzo 1947 nella cappella dei Fratelli delle Scuole Cristiane, in via Aurelia 472 questa domenica 1 aprile 2007 alle ore 16.00.

Rondro

La signora Liliana Mosca, docente all'Università di Napoli, ci ha inviato gentilmente un documento sull'evento del 29 marzo 1947 a Madagascar, che potete consultare nella pagina degli archivi . Cogliamo l'occasione per ringraziarla di questo suo grande contributo nel farci conoscere ancora di più la storia del nostro paese.

“Una casa lontano da casa” è il tema della sedicesima edizione della “Festa dei Popoli”, promossa dai missionari scalabriniani, e tenutasi domenica 20 maggio scorsa all’ombra della Basilica di San Giovanni dalle ore 9.00 fino alle ore 19.30.

Hanno partecipato numerosi le Comunità membri della Chiesa etnica di Roma : Spagna, Messico, Capo Verde, Mauritius, India, Romania, Polonia, Guatemala, Perù, le isole Filippine, Bolivia, Nigeria, Senegal, Ukraina, Ecuador, Brasile, Paraguay e Madagascar per la sua prima volta, con la nostra parocchia Victoire Rasoamanarivo, insieme ad associazioni e organizzazioni, tale LumbeLumbeonlus, Città dei Ragazzi, Insieme,... I partecipanti si sono fatti conoscere tutti attraverso i loro prodotti artigianali, le loro attività culturali, turistiche, gastronomiche e fokloristiche.

A mezzogiorno, Mgr Mauro Parmiggiani, Segretario Generale del Vicariato di Roma, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa nella Basilica, durante la quale è stato cantato in lingua malgascia la “Gloria a Dio”, con una bella e semplice coreografia delle suore delle nostre diverse congregazione e le loro “Lamba blanc”, nostra tradizionale scialla bianca.

Padre Gabriele Parolin, Superiore Regionale dei missionari scalabriniaini, nel suo discorso di ringraziamento ad organizzatori e partecipanti, ha voluto lasciare un messaggio, che “Casa lontano da casa” non è soltanto un slogan per una festa di folklore, ma l’espressione di un cammino,quello che tale iniziativa ha compiuto in questi anni, accompagnando la Chiesa di Roma e la sua Città in alcuni passaggi importanti in tema di immigrazione : dall’accoglienza all’integrazione, ed ora dall’integrazione all’appartenenza ad una Comunità, sia religiosa che civile. Da quello che abbiamo visto oggi, ha continuato, la Festa dei Popoli” si sforza di essere una occasione per un partecipazione attiva ed è l’esempio visible di una cultura nuova e di una riscoperta del vero valore dell’amore.

Il pomeriggio si svolgeva con diversi spettacoli : animazione per bambini, esibizioni di gruppi o organizzazioni, folklore etnica. Il gruppo Zanak’i Gasikara ci ha rapresentato con vestiti e balli delle nostre varie tribù.

Mezz’ora prima della chiusura sono stati estratti i numeri vincenti della lotteria, che, sfortunatamente, non erano dei nostri. Comunque l’importante era la partecipazione.

E’ stata quindi una bellissima e intensa giornata, che ci ha permesso, a tutti noi, di ritrovarci veramente a casa nel nostro gazebo arredato da tanti oggetti in rafia, in corne di zebù, tra carta antaimoro e batik, legni pregiati e pietre preziose, e soprattutto le nostre famose Zafimaniry e quello pentolone di palissandra, oggetti di curiosità di tante persone ; ed era anche una giornata d’amicizia tra i vicini di casa dell’isola accanto, i Filippini che si sbagliavano e ci prendevano per uno di loro, i compaesani del continente nero, e i nostri figli con gli altri bambini del mondo. Un meritatissimo grazie di cuore va a tutti quanti presenti, per la collaborazione, la partecipazione, i tempi dedicati per stare insieme ed essere utili per la nostra parocchia e soprattutto per il nostro Paese.

Rondro

Vedi quì le foto

“Una casa lontano da casa” è il tema della sedicesima edizione della “Festa dei Popoli”, promossa dai missionari scalabriniani, e tenutasi domenica 20 maggio scorsa all’ombra della Basilica di San Giovanni dalle ore 9.00 fino alle ore 19.30.

Hanno partecipato numerosi le Comunità membri della Chiesa etnica di Roma : Spagna, Messico, Capo Verde, Mauritius, India, Romania, Polonia, Guatemala, Perù, le isole Filippine, Bolivia, Nigeria, Senegal, Ukraina, Ecuador, Brasile, Paraguay e Madagascar per la sua prima volta, con la nostra parocchia Victoire Rasoamanarivo, insieme ad associazioni e organizzazioni, tale LumbeLumbeonlus, Città dei Ragazzi, Insieme,... I partecipanti si sono fatti conoscere tutti attraverso i loro prodotti artigianali, le loro attività culturali, turistiche, gastronomiche e fokloristiche.

A mezzogiorno, Mgr Mauro Parmiggiani, Segretario Generale del Vicariato di Roma, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa nella Basilica, durante la quale è stato cantato in lingua malgascia la “Gloria a Dio”, con una bella e semplice coreografia delle suore delle nostre diverse congregazione e le loro “Lamba blanc”, nostra tradizionale scialla bianca.

Padre Gabriele Parolin, Superiore Regionale dei missionari scalabriniaini, nel suo discorso di ringraziamento ad organizzatori e partecipanti, ha voluto lasciare un messaggio, che “Casa lontano da casa” non è soltanto un slogan per una festa di folklore, ma l’espressione di un cammino,quello che tale iniziativa ha compiuto in questi anni, accompagnando la Chiesa di Roma e la sua Città in alcuni passaggi importanti in tema di immigrazione : dall’accoglienza all’integrazione, ed ora dall’integrazione all’appartenenza ad una Comunità, sia religiosa che civile. Da quello che abbiamo visto oggi, ha continuato, la Festa dei Popoli” si sforza di essere una occasione per un partecipazione attiva ed è l’esempio visible di una cultura nuova e di una riscoperta del vero valore dell’amore.

Il pomeriggio si svolgeva con diversi spettacoli : animazione per bambini, esibizioni di gruppi o organizzazioni, folklore etnica. Il gruppo Zanak’i Gasikara ci ha rapresentato con vestiti e balli delle nostre varie tribù.

Mezz’ora prima della chiusura sono stati estratti i numeri vincenti della lotteria, che, sfortunatamente, non erano dei nostri. Comunque l’importante era la partecipazione.

E’ stata quindi una bellissima e intensa giornata, che ci ha permesso, a tutti noi, di ritrovarci veramente a casa nel nostro gazebo arredato da tanti oggetti in rafia, in corne di zebù, tra carta antaimoro e batik, legni pregiati e pietre preziose, e soprattutto le nostre famose Zafimaniry e quello pentolone di palissandra, oggetti di curiosità di tante persone ; ed era anche una giornata d’amicizia tra i vicini di casa dell’isola accanto, i Filippini che si sbagliavano e ci prendevano per uno di loro, i compaesani del continente nero, e i nostri figli con gli altri bambini del mondo. Un meritatissimo grazie di cuore va a tutti quanti presenti, per la collaborazione, la partecipazione, i tempi dedicati per stare insieme ed essere utili per la nostra parocchia e soprattutto per il nostro Paese.

Rondro

Vedi quì le foto

“Una casa lontano da casa” è il tema della sedicesima edizione della “Festa dei Popoli”, promossa dai missionari scalabriniani, e tenutasi domenica 20 maggio scorsa all’ombra della Basilica di San Giovanni dalle ore 9.00 fino alle ore 19.30.

Hanno partecipato numerosi le Comunità membri della Chiesa etnica di Roma : Spagna, Messico, Capo Verde, Mauritius, India, Romania, Polonia, Guatemala, Perù, le isole Filippine, Bolivia, Nigeria, Senegal, Ukraina, Ecuador, Brasile, Paraguay e Madagascar per la sua prima volta, con la nostra parocchia Victoire Rasoamanarivo, insieme ad associazioni e organizzazioni, tale LumbeLumbeonlus, Città dei Ragazzi, Insieme,... I partecipanti si sono fatti conoscere tutti attraverso i loro prodotti artigianali, le loro attività culturali, turistiche, gastronomiche e fokloristiche.

A mezzogiorno, Mgr Mauro Parmiggiani, Segretario Generale del Vicariato di Roma, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa nella Basilica, durante la quale è stato cantato in lingua malgascia la “Gloria a Dio”, con una bella e semplice coreografia delle suore delle nostre diverse congregazione e le loro “Lamba blanc”, nostra tradizionale scialla bianca.

Padre Gabriele Parolin, Superiore Regionale dei missionari scalabriniaini, nel suo discorso di ringraziamento ad organizzatori e partecipanti, ha voluto lasciare un messaggio, che “Casa lontano da casa” non è soltanto un slogan per una festa di folklore, ma l’espressione di un cammino,quello che tale iniziativa ha compiuto in questi anni, accompagnando la Chiesa di Roma e la sua Città in alcuni passaggi importanti in tema di immigrazione : dall’accoglienza all’integrazione, ed ora dall’integrazione all’appartenenza ad una Comunità, sia religiosa che civile. Da quello che abbiamo visto oggi, ha continuato, la Festa dei Popoli” si sforza di essere una occasione per un partecipazione attiva ed è l’esempio visible di una cultura nuova e di una riscoperta del vero valore dell’amore.

Il pomeriggio si svolgeva con diversi spettacoli : animazione per bambini, esibizioni di gruppi o organizzazioni, folklore etnica. Il gruppo Zanak’i Gasikara ci ha rapresentato con vestiti e balli delle nostre varie tribù.

Mezz’ora prima della chiusura sono stati estratti i numeri vincenti della lotteria, che, sfortunatamente, non erano dei nostri. Comunque l’importante era la partecipazione.

E’ stata quindi una bellissima e intensa giornata, che ci ha permesso, a tutti noi, di ritrovarci veramente a casa nel nostro gazebo arredato da tanti oggetti in rafia, in corne di zebù, tra carta antaimoro e batik, legni pregiati e pietre preziose, e soprattutto le nostre famose Zafimaniry e quello pentolone di palissandra, oggetti di curiosità di tante persone ; ed era anche una giornata d’amicizia tra i vicini di casa dell’isola accanto, i Filippini che si sbagliavano e ci prendevano per uno di loro, i compaesani del continente nero, e i nostri figli con gli altri bambini del mondo. Un meritatissimo grazie di cuore va a tutti quanti presenti, per la collaborazione, la partecipazione, i tempi dedicati per stare insieme ed essere utili per la nostra parocchia e soprattutto per il nostro Paese.

Rondro

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“Una casa lontano da casa” è il tema della sedicesima edizione della “Festa dei Popoli”, promossa dai missionari scalabriniani, e tenutasi domenica 20 maggio scorsa all’ombra della Basilica di San Giovanni dalle ore 9.00 fino alle ore 19.30.

Hanno partecipato numerosi le Comunità membri della Chiesa etnica di Roma : Spagna, Messico, Capo Verde, Mauritius, India, Romania, Polonia, Guatemala, Perù, le isole Filippine, Bolivia, Nigeria, Senegal, Ukraina, Ecuador, Brasile, Paraguay e Madagascar per la sua prima volta, con la nostra parocchia Victoire Rasoamanarivo, insieme ad associazioni e organizzazioni, tale LumbeLumbeonlus, Città dei Ragazzi, Insieme,... I partecipanti si sono fatti conoscere tutti attraverso i loro prodotti artigianali, le loro attività culturali, turistiche, gastronomiche e fokloristiche.

A mezzogiorno, Mgr Mauro Parmiggiani, Segretario Generale del Vicariato di Roma, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa nella Basilica, durante la quale è stato cantato in lingua malgascia la “Gloria a Dio”, con una bella e semplice coreografia delle suore delle nostre diverse congregazione e le loro “Lamba blanc”, nostra tradizionale scialla bianca.

Padre Gabriele Parolin, Superiore Regionale dei missionari scalabriniaini, nel suo discorso di ringraziamento ad organizzatori e partecipanti, ha voluto lasciare un messaggio, che “Casa lontano da casa” non è soltanto un slogan per una festa di folklore, ma l’espressione di un cammino,quello che tale iniziativa ha compiuto in questi anni, accompagnando la Chiesa di Roma e la sua Città in alcuni passaggi importanti in tema di immigrazione : dall’accoglienza all’integrazione, ed ora dall’integrazione all’appartenenza ad una Comunità, sia religiosa che civile. Da quello che abbiamo visto oggi, ha continuato, la Festa dei Popoli” si sforza di essere una occasione per un partecipazione attiva ed è l’esempio visible di una cultura nuova e di una riscoperta del vero valore dell’amore.

Il pomeriggio si svolgeva con diversi spettacoli : animazione per bambini, esibizioni di gruppi o organizzazioni, folklore etnica. Il gruppo Zanak’i Gasikara ci ha rapresentato con vestiti e balli delle nostre varie tribù.

Mezz’ora prima della chiusura sono stati estratti i numeri vincenti della lotteria, che, sfortunatamente, non erano dei nostri. Comunque l’importante era la partecipazione.

E’ stata quindi una bellissima e intensa giornata, che ci ha permesso, a tutti noi, di ritrovarci veramente a casa nel nostro gazebo arredato da tanti oggetti in rafia, in corne di zebù, tra carta antaimoro e batik, legni pregiati e pietre preziose, e soprattutto le nostre famose Zafimaniry e quello pentolone di palissandra, oggetti di curiosità di tante persone ; ed era anche una giornata d’amicizia tra i vicini di casa dell’isola accanto, i Filippini che si sbagliavano e ci prendevano per uno di loro, i compaesani del continente nero, e i nostri figli con gli altri bambini del mondo. Un meritatissimo grazie di cuore va a tutti quanti presenti, per la collaborazione, la partecipazione, i tempi dedicati per stare insieme ed essere utili per la nostra parocchia e soprattutto per il nostro Paese.

Rondro

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“Una casa lontano da casa” è il tema della sedicesima edizione della “Festa dei Popoli”, promossa dai missionari scalabriniani, e tenutasi domenica 20 maggio scorsa all’ombra della Basilica di San Giovanni dalle ore 9.00 fino alle ore 19.30.

Hanno partecipato numerosi le Comunità membri della Chiesa etnica di Roma : Spagna, Messico, Capo Verde, Mauritius, India, Romania, Polonia, Guatemala, Perù, le isole Filippine, Bolivia, Nigeria, Senegal, Ukraina, Ecuador, Brasile, Paraguay e Madagascar per la sua prima volta, con la nostra parocchia Victoire Rasoamanarivo, insieme ad associazioni e organizzazioni, tale LumbeLumbeonlus, Città dei Ragazzi, Insieme,... I partecipanti si sono fatti conoscere tutti attraverso i loro prodotti artigianali, le loro attività culturali, turistiche, gastronomiche e fokloristiche.

A mezzogiorno, Mgr Mauro Parmiggiani, Segretario Generale del Vicariato di Roma, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa nella Basilica, durante la quale è stato cantato in lingua malgascia la “Gloria a Dio”, con una bella e semplice coreografia delle suore delle nostre diverse congregazione e le loro “Lamba blanc”, nostra tradizionale scialla bianca.

Padre Gabriele Parolin, Superiore Regionale dei missionari scalabriniaini, nel suo discorso di ringraziamento ad organizzatori e partecipanti, ha voluto lasciare un messaggio, che “Casa lontano da casa” non è soltanto un slogan per una festa di folklore, ma l’espressione di un cammino,quello che tale iniziativa ha compiuto in questi anni, accompagnando la Chiesa di Roma e la sua Città in alcuni passaggi importanti in tema di immigrazione : dall’accoglienza all’integrazione, ed ora dall’integrazione all’appartenenza ad una Comunità, sia religiosa che civile. Da quello che abbiamo visto oggi, ha continuato, la Festa dei Popoli” si sforza di essere una occasione per un partecipazione attiva ed è l’esempio visible di una cultura nuova e di una riscoperta del vero valore dell’amore.

Il pomeriggio si svolgeva con diversi spettacoli : animazione per bambini, esibizioni di gruppi o organizzazioni, folklore etnica. Il gruppo Zanak’i Gasikara ci ha rapresentato con vestiti e balli delle nostre varie tribù.

Mezz’ora prima della chiusura sono stati estratti i numeri vincenti della lotteria, che, sfortunatamente, non erano dei nostri. Comunque l’importante era la partecipazione.

E’ stata quindi una bellissima e intensa giornata, che ci ha permesso, a tutti noi, di ritrovarci veramente a casa nel nostro gazebo arredato da tanti oggetti in rafia, in corne di zebù, tra carta antaimoro e batik, legni pregiati e pietre preziose, e soprattutto le nostre famose Zafimaniry e quello pentolone di palissandra, oggetti di curiosità di tante persone ; ed era anche una giornata d’amicizia tra i vicini di casa dell’isola accanto, i Filippini che si sbagliavano e ci prendevano per uno di loro, i compaesani del continente nero, e i nostri figli con gli altri bambini del mondo. Un meritatissimo grazie di cuore va a tutti quanti presenti, per la collaborazione, la partecipazione, i tempi dedicati per stare insieme ed essere utili per la nostra parocchia e soprattutto per il nostro Paese.

Rondro

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“Una casa lontano da casa” è il tema della sedicesima edizione della “Festa dei Popoli”, promossa dai missionari scalabriniani, e tenutasi domenica 20 maggio scorsa all’ombra della Basilica di San Giovanni dalle ore 9.00 fino alle ore 19.30.

Hanno partecipato numerosi le Comunità membri della Chiesa etnica di Roma : Spagna, Messico, Capo Verde, Mauritius, India, Romania, Polonia, Guatemala, Perù, le isole Filippine, Bolivia, Nigeria, Senegal, Ukraina, Ecuador, Brasile, Paraguay e Madagascar per la sua prima volta, con la nostra parocchia Victoire Rasoamanarivo, insieme ad associazioni e organizzazioni, tale LumbeLumbeonlus, Città dei Ragazzi, Insieme,... I partecipanti si sono fatti conoscere tutti attraverso i loro prodotti artigianali, le loro attività culturali, turistiche, gastronomiche e fokloristiche.

A mezzogiorno, Mgr Mauro Parmiggiani, Segretario Generale del Vicariato di Roma, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa nella Basilica, durante la quale è stato cantato in lingua malgascia la “Gloria a Dio”, con una bella e semplice coreografia delle suore delle nostre diverse congregazione e le loro “Lamba blanc”, nostra tradizionale scialla bianca.

Padre Gabriele Parolin, Superiore Regionale dei missionari scalabriniaini, nel suo discorso di ringraziamento ad organizzatori e partecipanti, ha voluto lasciare un messaggio, che “Casa lontano da casa” non è soltanto un slogan per una festa di folklore, ma l’espressione di un cammino,quello che tale iniziativa ha compiuto in questi anni, accompagnando la Chiesa di Roma e la sua Città in alcuni passaggi importanti in tema di immigrazione : dall’accoglienza all’integrazione, ed ora dall’integrazione all’appartenenza ad una Comunità, sia religiosa che civile. Da quello che abbiamo visto oggi, ha continuato, la Festa dei Popoli” si sforza di essere una occasione per un partecipazione attiva ed è l’esempio visible di una cultura nuova e di una riscoperta del vero valore dell’amore.

Il pomeriggio si svolgeva con diversi spettacoli : animazione per bambini, esibizioni di gruppi o organizzazioni, folklore etnica. Il gruppo Zanak’i Gasikara ci ha rapresentato con vestiti e balli delle nostre varie tribù.

Mezz’ora prima della chiusura sono stati estratti i numeri vincenti della lotteria, che, sfortunatamente, non erano dei nostri. Comunque l’importante era la partecipazione.

E’ stata quindi una bellissima e intensa giornata, che ci ha permesso, a tutti noi, di ritrovarci veramente a casa nel nostro gazebo arredato da tanti oggetti in rafia, in corne di zebù, tra carta antaimoro e batik, legni pregiati e pietre preziose, e soprattutto le nostre famose Zafimaniry e quello pentolone di palissandra, oggetti di curiosità di tante persone ; ed era anche una giornata d’amicizia tra i vicini di casa dell’isola accanto, i Filippini che si sbagliavano e ci prendevano per uno di loro, i compaesani del continente nero, e i nostri figli con gli altri bambini del mondo. Un meritatissimo grazie di cuore va a tutti quanti presenti, per la collaborazione, la partecipazione, i tempi dedicati per stare insieme ed essere utili per la nostra parocchia e soprattutto per il nostro Paese.

Rondro

Vedi quì le foto

“Una casa lontano da casa” è il tema della sedicesima edizione della “Festa dei Popoli”, promossa dai missionari scalabriniani, e tenutasi domenica 20 maggio scorsa all’ombra della Basilica di San Giovanni dalle ore 9.00 fino alle ore 19.30.

Hanno partecipato numerosi le Comunità membri della Chiesa etnica di Roma : Spagna, Messico, Capo Verde, Mauritius, India, Romania, Polonia, Guatemala, Perù, le isole Filippine, Bolivia, Nigeria, Senegal, Ukraina, Ecuador, Brasile, Paraguay e Madagascar per la sua prima volta, con la nostra parocchia Victoire Rasoamanarivo, insieme ad associazioni e organizzazioni, tale LumbeLumbeonlus, Città dei Ragazzi, Insieme,... I partecipanti si sono fatti conoscere tutti attraverso i loro prodotti artigianali, le loro attività culturali, turistiche, gastronomiche e fokloristiche.

A mezzogiorno, Mgr Mauro Parmiggiani, Segretario Generale del Vicariato di Roma, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa nella Basilica, durante la quale è stato cantato in lingua malgascia la “Gloria a Dio”, con una bella e semplice coreografia delle suore delle nostre diverse congregazione e le loro “Lamba blanc”, nostra tradizionale scialla bianca.

Padre Gabriele Parolin, Superiore Regionale dei missionari scalabriniaini, nel suo discorso di ringraziamento ad organizzatori e partecipanti, ha voluto lasciare un messaggio, che “Casa lontano da casa” non è soltanto un slogan per una festa di folklore, ma l’espressione di un cammino,quello che tale iniziativa ha compiuto in questi anni, accompagnando la Chiesa di Roma e la sua Città in alcuni passaggi importanti in tema di immigrazione : dall’accoglienza all’integrazione, ed ora dall’integrazione all’appartenenza ad una Comunità, sia religiosa che civile. Da quello che abbiamo visto oggi, ha continuato, la Festa dei Popoli” si sforza di essere una occasione per un partecipazione attiva ed è l’esempio visible di una cultura nuova e di una riscoperta del vero valore dell’amore.

Il pomeriggio si svolgeva con diversi spettacoli : animazione per bambini, esibizioni di gruppi o organizzazioni, folklore etnica. Il gruppo Zanak’i Gasikara ci ha rapresentato con vestiti e balli delle nostre varie tribù.

Mezz’ora prima della chiusura sono stati estratti i numeri vincenti della lotteria, che, sfortunatamente, non erano dei nostri. Comunque l’importante era la partecipazione.

E’ stata quindi una bellissima e intensa giornata, che ci ha permesso, a tutti noi, di ritrovarci veramente a casa nel nostro gazebo arredato da tanti oggetti in rafia, in corne di zebù, tra carta antaimoro e batik, legni pregiati e pietre preziose, e soprattutto le nostre famose Zafimaniry e quello pentolone di palissandra, oggetti di curiosità di tante persone ; ed era anche una giornata d’amicizia tra i vicini di casa dell’isola accanto, i Filippini che si sbagliavano e ci prendevano per uno di loro, i compaesani del continente nero, e i nostri figli con gli altri bambini del mondo. Un meritatissimo grazie di cuore va a tutti quanti presenti, per la collaborazione, la partecipazione, i tempi dedicati per stare insieme ed essere utili per la nostra parocchia e soprattutto per il nostro Paese.

Rondro

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“Una casa lontano da casa” è il tema della sedicesima edizione della “Festa dei Popoli”, promossa dai missionari scalabriniani, e tenutasi domenica 20 maggio scorsa all’ombra della Basilica di San Giovanni dalle ore 9.00 fino alle ore 19.30.

Hanno partecipato numerosi le Comunità membri della Chiesa etnica di Roma : Spagna, Messico, Capo Verde, Mauritius, India, Romania, Polonia, Guatemala, Perù, le isole Filippine, Bolivia, Nigeria, Senegal, Ukraina, Ecuador, Brasile, Paraguay e Madagascar per la sua prima volta, con la nostra parocchia Victoire Rasoamanarivo, insieme ad associazioni e organizzazioni, tale LumbeLumbeonlus, Città dei Ragazzi, Insieme,... I partecipanti si sono fatti conoscere tutti attraverso i loro prodotti artigianali, le loro attività culturali, turistiche, gastronomiche e fokloristiche.

A mezzogiorno, Mgr Mauro Parmiggiani, Segretario Generale del Vicariato di Roma, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa nella Basilica, durante la quale è stato cantato in lingua malgascia la “Gloria a Dio”, con una bella e semplice coreografia delle suore delle nostre diverse congregazione e le loro “Lamba blanc”, nostra tradizionale scialla bianca.

Padre Gabriele Parolin, Superiore Regionale dei missionari scalabriniaini, nel suo discorso di ringraziamento ad organizzatori e partecipanti, ha voluto lasciare un messaggio, che “Casa lontano da casa” non è soltanto un slogan per una festa di folklore, ma l’espressione di un cammino,quello che tale iniziativa ha compiuto in questi anni, accompagnando la Chiesa di Roma e la sua Città in alcuni passaggi importanti in tema di immigrazione : dall’accoglienza all’integrazione, ed ora dall’integrazione all’appartenenza ad una Comunità, sia religiosa che civile. Da quello che abbiamo visto oggi, ha continuato, la Festa dei Popoli” si sforza di essere una occasione per un partecipazione attiva ed è l’esempio visible di una cultura nuova e di una riscoperta del vero valore dell’amore.

Il pomeriggio si svolgeva con diversi spettacoli : animazione per bambini, esibizioni di gruppi o organizzazioni, folklore etnica. Il gruppo Zanak’i Gasikara ci ha rapresentato con vestiti e balli delle nostre varie tribù.

Mezz’ora prima della chiusura sono stati estratti i numeri vincenti della lotteria, che, sfortunatamente, non erano dei nostri. Comunque l’importante era la partecipazione.

E’ stata quindi una bellissima e intensa giornata, che ci ha permesso, a tutti noi, di ritrovarci veramente a casa nel nostro gazebo arredato da tanti oggetti in rafia, in corne di zebù, tra carta antaimoro e batik, legni pregiati e pietre preziose, e soprattutto le nostre famose Zafimaniry e quello pentolone di palissandra, oggetti di curiosità di tante persone ; ed era anche una giornata d’amicizia tra i vicini di casa dell’isola accanto, i Filippini che si sbagliavano e ci prendevano per uno di loro, i compaesani del continente nero, e i nostri figli con gli altri bambini del mondo. Un meritatissimo grazie di cuore va a tutti quanti presenti, per la collaborazione, la partecipazione, i tempi dedicati per stare insieme ed essere utili per la nostra parocchia e soprattutto per il nostro Paese.

Rondro

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Il giorno 25 aprile 2007, in occasione della serata di 1° gala della fisarmonica, organizzata dall’”Autocarrozzeria Saffiro Nando”, l’associazione TETEZANA onlus illustrerà il suo progetto per le ragazze madri del  Madagascar. Sarà quindi una serata di SOLIDARIETA’ all’insegna del divertimento.

L’ingresso è libero e gratuito e per chi vuole, può contribuire con un’offerta al progetto “MAMME IN-FORMAZIONE” che sarà realizzato ad Ambanja nel mese di luglio 2007.

La festa avrà luogo a Montecastrilli (Terni) da Roma Uscita E 45.

Per chi viaggia con i mezzi pubblici deve prende il treno per Terni

Per informazione

Chiamare il numero 32000632873.


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